Latest Entries »

Sushi

Abbecedario culinario mondiale:  

K di Kyoto – Giappone

Japan flag and kanji.jpg (852×488)

Sushi

Altra tappa, altra ricetta, l’abbecedario mondiale non si ferma, per le ultime ore stiamo ancora in Giappone…e quale ricetta poteva chiudere la tappa, se non quella del Sushi? Per l’occasione l’UB ha studiato da questa fonte, comprata appunto per l’occasione:

Sushi a casa mia - copertina

Per prima cosa, un po’ di cultura sulla ricetta in questione (per una volta). La parola sushi in giapponese ha il significato di “sapore acido”, e nella tradizione giapponese si riferisce alle pietanze a base di riso (e non al pesce, come nell’immaginario occidentale, o quantomeno italiano) combinato con altri ingredienti. Precisamente, il riso, preparato con una mistura di aceto di riso, è conosciuto come sushi-meshi, mentre la mistura di aceto è indicata come sushi-su. A seconda della forma e di quanti ingredienti usati, ci sono diversi tipi di pietanze, diamo qui una carrellata:

 

Maki (rotoli): realizzati arrotolando gli ingredienti con un tappetino da sushi in bambù, per creare dei cilindri che vengono successivamente tagliati in pezzi più corti. Ci sono diversi tipi di maki:

  • Hosomaki: il tipo più semplice e conosciuto; l’hosomaki è un rotolo piccolo (hoso -> piccolo), circondato esternamente dall’alga nori e ripieno di riso e un solo ingrediente al centro.
  • Ura Hosomaki: è un rotolo piccolo “rovesciato”, in cui il riso avvolge il ripieno. Il ripieno è formato da uno o due ingredienti circondati da alga nori.
  • Futomaki: è un rotolo “gigante”. La tipologia è simile all’hosomaki, ma qui gli ingredienti del ripieno sono diversi, in genere tre o quattro.
  • Ura Futomaki: rotolo gigante rovesciato.
  • Temaki: ha la forma di un cono, ripieno di riso e altri ingredienti, spesso ornato con uova di pesce (salmone, pesce volante, etc).

Nigiri: Piccola polpettina di riso pressato a mano, spesso con una punta di wasabi, con una fettina sottile di guarnizione sopra.

Bo Sushi: “Bo” significa rettangolare; questo tipo di sushi, famoso nella regione di Kyoto, in genere è preparato con del pesce (in genere sgombro), dando appunto una forma rettangolare.

Temari: te (mano) e mari (sfera) danno indicazione su come si prepari questo tipo. E’ essenzialmente una palla di riso semi-avvolto da una fetta di pesce.

Oshi: letteralmente “premere”. Preparato con degli stampi di varie forme, la tecnica è quella di, appunto, premere e comprimere prima il riso, poi il resto degli ingredienti.

Chirashi: in Giapponese significa “spargere”. Consiste in fette di pesce, pesce tritato o verdure tagliate sparse sopra il riso per sushi.

Soba Sushi: stesso procedimento dei futomaki, ma al posto del riso si usano i noodle di grano saraceno (soba).

Inari: una piccola tasca, ricavata dall’abura-age (fette di tofu sottili e fritte), ripiena di riso e altri ingredienti.

Sashimi: anche se estraneo a questa categoria, non avendo riso, lo inseriamo per far capire che il famoso pesce crudo con cui molti erroneamente identificano il sushi, è appunto il sashimi, ovvero fette di pesce crudo, servite con i classici condimenti del sushi (salsa di soia, wasabi, gari) o altri tipi di salse.

 

Prima di continuare, due parole sul pesce crudo.Il pesce da utilizzare deve essere stato abbattuto, per evitare rischi derivanti da batteri pericolosi (soprattutto l’anisakis). Se non siete sicuri che il pesce acquistato abbia subito tale procedimento, il pesce dovrà essere conservato, secondo i consigli del ministero della salute, per almeno 96 ore in un congelatore domestico da tre o più stelle (a meno che non abbiate un abbattitore, che congela il pesce a temperature molto inferiori, e quindi rapidamente, e in qual caso bastano poche ore). In alternativa si può comprare del pesce già congelato, a patto che la confezione riporti chiaramente che il pesce è stato congelato non più di poche ore dopo la pesca, e con un processo rapido. Infatti il pesce congelato lentamente perde parte delle proprietà nutritive. Prima di essere utilizzato, il pesce andrà decongelato mettendolo in frigorifero per almeno una mezza giornata, e non a temperatura ambiente, in quanto il decongelamento rapido provoca la perdita di sostanze nutritive e del gusto, e inoltre il pesce tende a sfaldarsi una volta decongelato con questo procedimento.

Ringraziamo Sabrina ancor una volta per l’ospitalità, ed ecco il resoconto.

 

Ingredienti per 1,1 kg di riso (cotto), sufficienti per 13 rotoli piccoli o 7 grandi

Per il sushi-su:

  • 120ml di aceto di riso
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaio di sale

Per il riso:

  • 450g di riso giapponese
  • 540ml di acqua

 

Preparazione del riso:

Per fare il sushi-su, mettere l’aceto di riso, lo zucchero e il sale in un tegame, e far cuocere a fuoco basso finché lo zucchero e il sale non si sciolgono. Attenti a non portare ad ebollizione.

Per fare il riso, lavarlo per qualche minuto in un setaccio, girandolo lentamente tra le mani finché l’acqua non è pulita. In questo modo sarà eliminato l’amido dal riso. Scolarlo, e metterlo in un tegame pieno d’acqua; lasciarlo riposare per 30 minuti. Mettere poi il tegame sul fuoco, portare il riso ad ebollizione, mettere il coperchio e abbassare la fiamma, lasciando cuocere per 8-9 minuti. Spegnere la fiamma, e senza togliere il coperchio lasciare riposare per 15 minuti.
Mettere il riso in un recipiente piano, come un sushi oke (classico recipiente di legno) o una teglia da forno. Versare sul riso il sushi-su, amalgamando delicatamente per non rovinare i chicchi, mentre il riso si raffredda. Si può utilizzare un ventilatore o un asciugacapelli per velocizzare il processo. Sconsigliato mettere in frigo, per non far seccare il riso. Se si vuole utilizzarlo non subito, ricoprire la teglia con pellicola trasparente  o con un canovaccio umido. Grazie al sushi-su, il riso può conservarsi un giorno in questo modo, senza bisogno di essere messo in frigo.

 

Preparazione del sushi

Se si utilizza il tappetino di bambù, è meglio avvolgerlo nella pellicola trasparente, per evitare che il riso si incolli ad esso.

Per servire, ricordiamo che il wasabi non deve mai toccare il pesce, nella tradizione giapponese, nel caso di nigiri o temari. Spesso viene aggiunto al riso prima di fare il rotolo, ma non è necessario. Nella salsa di soia, se si mangiano nigiri o temari, o comunque tutti i tipi in cui la fetta del pesce è “esposta”,si dovrebbe intingere solo il pesce. Il gari (lo zenzero sottaceto a fette sottili) ha la funzione di “sciacquare” la bocca tra una portata e l’altra, specie se si assaporano tipi di sushi diversi.

Altro suggerimento, per maneggiare il riso immergere prima le mani in un composto di acqua fredda e aceto di riso, per evitare che il riso si incolli alle mani. Anche il coltello, dopo ogni taglio, dovrebbe essere pulito. Attenzione a maneggiare l’alga essiccata, la quale è molto fragile, quindi arrotolarla lentamente.

L’UB ha preparato alcuni dei tipi descritti in precedenza; per quanto riguarda gli ingredienti, si ha la più totale libertà, potete scegliere i vostri preferiti. Nel caso di rotoli piccoli, in generale si utilizzano salmone, tonno, branzino, cetriolo, daikon (ravanello giapponese), surimi, gamberi. Nel caso dei rotoli più grandi, si possono combinare tutti i vari ingredienti, aggiungendo qualche filo di erba cipollina o altre erbe fresche.  Ecco cosa ha preparato l’UB!

 

Hosomaki
Per un rotolo (piccolo) utilizzare mezzo foglio di alga nori (il tipico rivestimento del sushi, si può trovare nella maggior parte dei supermercati), circa 80g del riso cotto in precedenza, e l’ingrediente scelto tagliato a listarelle spesse non più di 1-2 cm. Posare il foglio di alga nel tappetino, e versare il riso, appiattendolo e distribuendolo uniformemente lungo tutto il foglio, tranne una striscia di circa 1cm  nel bordo alto del foglio. Porre al centro l’ingrediente scelto, che copra l’intera lunghezza del foglio (ad esempio un bastoncino di cetriolo, lungo quanto il foglio). Tenendo fermo il ripieno con l’indice, cominciare ad arrotolare con il tappetino partendo dal lato inferiore del foglio e andare verso l’alto. Assicurarsi che il riso e il ripieno siano ben fermi. Arrotolare completamente. Per tagliare il sushi, posate il rotolo su un tagliere, e tagliare il cilindro in 6-8 pezzi con un coltello affilato e umido, ripulendolo dopo ogni taglio. Per decorare si possono usare semi di sesamo tostati.

Ecco alcuni hosomaki dell’UB. Avendo agito ad occhio, le dimensioni sono variabili :)

wpid-20150523_124016.jpg

Futomaki
Stesso procedimento dell’hosomaki, ma con dosi raddoppiate, quindi un foglio intero di nori e circa 160g di riso cotto. Il ripieno è variabile, e a discrezione e fantasia vostra, in genere si usano tre o quattro ingredienti diversi. Ecco una carrellata di futomaki e hosomaki in cui l’UB e alcuni amici si sono sbizzarriti!

 

wpid-20150516_210307.jpg

 

Nigiri
Il procedimento per i nigiri è semplicissimo, ma sono anche quelli più difficili da compattare. Una manciata di riso viene lavorata con la mano per avere una forma ovale leggermente appiattita. Una fetta dell’ingrediente (tonno e salmone nel nostro caso) viene posata e premuta leggermente, soprattutto alle estremità, in modo che aderisca al riso.

wpid-20150516_210629.jpg

Alla prossima!



 

 

Zuppa di Miso

Abbecedario culinario mondiale:  

K di Kyoto – Giappone

Japan flag and kanji.jpg (852×488)

Zuppa di miso

Benvenuti nel paese del Sol Levante!!!!!  Finalmente l’abbecedario mondiale giunge in uno dei paesi più attesi dall’UB…sì, perché la cucina japo è una delle preferite (se non la preferita in assoluto) dal supereroe della forchetta. Così come la cultura giapponese, grazie ai maggiori esponenti socio-culturali, qui raffigurati in una foto di gruppo:

Così, persi tra origami, gare di sumo, film del Maestro Miyazaki, con molti pensieri zen pensiamo alla cosa più importante…. no, non è ciò che state pensando (maliziosi), ma il cibo! La prima ricetta proposta è una delle preferite dall’UB, oltre ovviamente al sushi..ovvero la zuppa di Miso. Vi starete chiedendo, che è il miso? Non è altro che un derivato dalla soia, riportiamo a mamma Wikipedia per gli approfondimenti. Ringraziamo Sabrina per l’ospitalità, ed ecco il resoconto. L’UB ha sbancato il negozietto asiatico di fiducia per recuperare gli ingredienti.

 

Ingredienti:

  • 1/2 tazza di wakame secco
  • 40g di miso
  • 1/2 cucchiaio di dashi (in mancanza si può usare mezzo dado per brodo di pesce)
  • 1/2 cucchiaio di sake
  • Un piccolo cipollotto
  • Tofu a piacere

 

Preparazione:

Mettere il wakame in ammollo, in acqua fredda, per 5 minuti. Scolarso e metterlo da parte. In una pentola versare 8-900ml d’acqua, portare ad ebollizione e verare il dashi, il miso e il sake, insieme al cipollotto tagliato a rondelle. Lasciar diluire il miso, mescolando per qualche minuto, infine aggiungere il wakame, il tofu tagliato a tocchetti, e cuocere a fuoco lento per una decina di minuti.

 

Ecco il risultato!

 



wpid-20150519_225317.jpg

wpid-20150519_224934.jpg

 

Abbecedario culinario mondiale:  

J di Juan Carlos Base – Antartide


Antarctica Sledging Biscuits

Ennesima tappa dell’abbecedario mondiale, stavolta volando nelle fredde terre antartiche, tra pinguini, foche ed eschimesi.  E visto che recuperare un povero pinguino o del latte di balena non era cosa semplice, l’UB ha cercato di proporre una tipica ricetta antartica…una di quelle ricette diffuse nelle basi in mezzo a ghiacci e tempeste. Proponiamo dei biscotti salati, usati in genere per spalmarci sopra il pemmican. Ringraziamo la carissima amica Brii per l’ospitalità, e riportiamo la ricetta passo passo.

 

Ingredienti per 20/25 biscotti:

  • 300 g di farina integrale
  • Un cucchiaino di sale
  • Un cucchiaino di bicarbonato
  • 30 g di burro
  • 50 ml di acqua fredda

 

Preparazione:

Mescolare la farina e il bicarbonato insieme al sale. Aggiungere il burro ammorbidito, e amalgamare il tutto. Versare piano piano l’acqua fredda mentre si mescola il composto. Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo e non appiccicoso. Stendere l’impasto in modo da avere il composto dello spessore di 1-2 cm. Tagliare l’impasto in forme rettangolari, e fare dei fori poco profondi con i rebbi di una forchetta. Riscaldare il forno a 180° e infornare i biscotti. Farli cuocere per 15-20 minuti, e lasciar raffreddare.

 

Eccoli:

 

wpid-20150425_135014.jpg

 

 

Roz Bi Laban

Abbecedario culinario mondiale:  

I di Il Cairo – Egitto


Roz Bi Laban

Prosegue il viaggio culinario mondiale, senza soste, e si atterra in Egitto, terra di mille misteri, leggende e storie. E come le migliori tradizioni, postiamo anche questa ricetta in extremis. Quindi, senza indugiare troppo (anche perché altrimenti la capa mi cazzia troppo), presentiamo la ricetta egiziana…avremmo voluto scriverla con i geroglifici, ma preferiamo stare sul tradizionale. Ringraziamo Terry per l’ospitalità, e presentiamo il dolce egiziano selezionato per questa tappa!

 

Ingredienti:

  • 200 g di zucchero
  • 600 ml di latte
  • 140 g di riso
  • 10 g di amido di mais
  • Cannella
  • Uva sultanina (opzionale)

 

Preparazione:

In un tegame, versare il latte e lo zucchero, mescolando poi a fuoco basso fino a che lo zucchero si è sciolto nel latte. Aggiungere il riso e portare ad ebollizione, e cuocere per 30-40 minuti. In un bicchiere d’acqua, sciogliere l’amido di mais, e versare al composto, cuocendo per qualche minuto, fino a che non diventa denso. Versare nelle ciotole da portata, e spolverare con cannella a piacere, ed opzionalmente con l’uvetta.

 

Eccolo:

 

wpid-20150411_174858.jpg

 

 

Abbecedario culinario mondiale:  

H di Hanoi – Vietnam


Anatra Speziata all’Arancia
(Vit Nau Cam)

 

Continua imperterrito il viaggio culinario, e (ovviamente sul filo di lana) per la tappa vietnamita dell’abbecedario mondiale proponiamo un gemellaggio con un altro sito, il cui owner è stato di grande aiuto con i suoi suggerimenti culinari per la scelta e la preparazione del piatto, nonché per aver prestato all’UB la fonte di ispirazione per questa ricetta (in un futuro prossimo l’UB testerà altri piatti provenienti da questo libro):



20150322_122536

La scelta è caduta, tra tante invitanti, sull’anatra speziata all’arancia (vat nau cam), di cui riportiamo ingredienti e procedimento. Grazie a Sabrina per l’ospitalità!

 

Ingredienti:

  • Un’anatra da circa 2Kg
  • 250ml di olio per friggere
  • 2 peperoncini rossi
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 750ml di succo d’arancia
  • Un’arancia
    Per la marinata:
  • 2,5cm di zenzero
  • 2 peperoncini rossi
  • 1 cucchiaio di salsa di pesce
  • Sale
  • Pepe bianco

 

Preparazione:

Per la marinata, pelate e tritate lo zenzero, sminuzzate i peperoncini privati dei semi e riunite tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolando con cura. Tagliate l’anatra a pezzi e ponetela nella marinata, bagnandola uniformemente. Lasciate riposare per almeno un’ora.

In un wok, portate l’olio al punto di ebollizione e friggetevi i pezzi d’anatra pochi per volta, circa 5 minuti per lato, fino a quando non diventano dorati e ben cotti. Prelevateli e tamponateli con carta da cucina. Tenete da parte la marinata.

Lasciate solo un cucchiaio d’olio nel wok, eliminando il resto, e scaldatelo a fuoco medio, versandovi poi la marinata e unendo poi gli altri 2 peperoncini affettati sottilmente e privati dei semi e lo zucchero. Fate cuocere finché lo zucchero comincerà a caramellare, quindi versate il succo d’arancia e i pezzi di anatra fritta. Abbassate il fuoco al minimo e lasciate cuocere l’anatra a pentola scoperta per circa 2 ore, mescolando di tanto in tanto, fino a quando il sugo si riduce e si addensa. Aggiungete l’arancia sbucciata e divisa in spicchi e togliete dal fuoco.

Sistemate l’arancia su un piatto da portata, cospargetela con la buccia d’arancia grattugiata e servite (eventualmente) con riso al vapore a parte.

 

Ecco il risultato!

 

20150315_122815

 

Flautas de Pollo

Abbecedario culinario mondiale:  

G di Guadalajara – Messico


Flautas de Pollo

 

 

Ed eccoci giunti alla fine di questa tappa dell’abbecedario mondiale… e salutiamo il Messico con un po’ di tristezza e nostalgia…ma il viaggio continua (i biglietti per il Vietnam sono già pronti). Nel congedarci, presentiamo una ricetta molto versatile, di cui proponiamo una delle tante versioni…si tratta infatti delle “flautas”, ovvero le tipiche tortillas fritte ripiene. L’UB propone le flauts di pollo. Ancora una volta un grazie a Lucia per l’ospitalità. Ecco la descrizione della ricetta!

 

Dosi per 10 tortillas:

  • 350/400g di petto di pollo
  • Uno spicchio d’aglio
  • Un cucchiaio di mais dolce
  • 1/2 cipolla
  • 1/2 peperone rosso
  • 1 peperoncino jalapeño
  • 150g di salsa di pomodoro
  • Paprika dolce
  • Cumino
  • Origano
  • Sale
  • Due cucchiai ‘olio
  • Olio per friggere
  • 10 tortillas

 

Preparazione:

In una padella capiente, versare due cucchiai d’olio, e far rosolare il pollo con l’aglio tritato, la paprika, il cumino, il sale e l’origano. Cuocere a fuoco medio per 10 minuti. Aggiungere la cipolla, i peperoncini tritati, il mais e cuocere per qualche minuto. Aggiungere la salsa di pomodoro e cuocere a fuoco lento per una ventina di minuti, fino a ridurre la salsa. Una volta spento il fuoco, prendere ogni tortilla, versare un po’ del composto appena cucinato, e arrotolare, in modo da creare degli “involtini”. In una padella, scaldare l’ilio da frittura, e versare ogni involtino, facendolo friggere per qualche secondo, stando attenti a non srotolare la tortilla. Mettere ogni flauta appena dorata in carta assorbente, lasciar riposare e impiattare.

 

wpid-20150222_134655.jpg

 

 

Ogni tortilla può essere accompagnata da diverse salse o insalate. Per preservare il tipico stile messicano, abbiamo scelto come accompagnamento il guacamole, ecco il risultato:

wpid-20150222_134902.jpg

 

 

Guacamole

Abbecedario culinario mondiale:  

G di Guadalajara – Messico


Guacamole

 

Yaaaawn!!!! Scusate, facevo la siesta…perché per portare avanti l’abbecedario mondiale bisogna immedesimarsi a pieno e testare tutte le abitudini :) E per la tappa messicana volentieri ci immedesimiamo in un… guadalajarese? guadalajarino? Insomma, in un messicano, e ci immaginiamo sotto un sombrero sdraiati contro un muro sotto il sole pomeridiano a sonnecchiare. E nel mentre pensiamo alla ricetta da proporre. E  colti da ispirazione decidiamo di proporre una famosa salsa messicana, ovvero la salsa guacamole… non prima di aver ringraziato Lucia per l’ospitalità.

Ingredienti:

  • 2 avocadi
  • 1/2 pomodoro
  • 1/2 cipolla
  • 1 peperoncino serrano o 1-2 jalapeño
  • Succo di un lime
  • Coriandolo
  • Sale

 

Preparazione:

Far bollire il peperoncino (o i peperoncini) per qualche minuto. Tritare la cipolla, il pomodoro e il peperoncino. Spremere il lime e versare tutto in una terrina o una ciotola. Aggiungere il coriandolo e il sale. Taglare a metà gli avocado, e spolparli. Schiacciare la polpa e aggiungerla agli altri ingredienti. Mescolare il tutto, coprire con una pellicola e lasciar riposare in frigo per almeno mezz’ora. La lavorazione dell’avocado è meglio che sia una delle ultime cose, in quanto la polpa tende a ossidarsi rapidamente.

 

Eccola!

wpid-20150220_200621.jpg

wpid-20150220_200743.jpg

 

 

 

 

 

Frijoles Refritos

Abbecedario culinario mondiale:  

G di Guadalajara – Messico


Frijoles Refritos

 

 

Arriba! Arriba! Ándale! Ándale! Non c’è modo migliore di iniziare la tappa messicana dell’abbecedario mondiale! Sotto il grido di battaglia di Speedy Gonzales (ripreso qua sopra in un momento di calma e tranquillità) atterriamo a Guadalajara e ci facciamo un bel giro culinario in Messico. Tra sole e siesta non possono mancare ovviamente i cibi dai sapori forti e intensi.  Ringraziamo Lucia per l’ospitalità, e veniamo al dunque…se si parla di cucina messicana una delle prime cose a cui si pensa sono i fagioli (e non soffermiamoci sulle conseguenze fisiologiche), e quindi l’UB non poteva non cominciare la tappa con una ricetta tipica, ovvero i frijoles refritos! Eccola:

 

Dosi per 4 persone:

  • 400g di fagioli (rossi o neri) precotti
  • 1/2 bicchiere di brodo (se possibile il brodo di cottura dei fagioli)
  • 1/2 cipolla
  • 3  cucchiai di lardo o di olio EVO
  • 2 spicchi d’aglio
  • Peperoncino
  • Sale
  • Epazote (in alternativa dragoncello, finocchietto o coriandolo)

 

 

Preparazione:

Tritare aglio e cipolla, versare in un tegame con l’olio (o il lardo), e fare rosolare il tutto per qualche minuto. Aggiungere il resto degli ingredienti; i fagioli dovranno essere schiacciati, in modo da creare una crema (più o meno densa a piacere). Far cuocere a fuoco medio per 15 minuti.  Alzare la fiamma, e cuocere per qualche minuto. Servire poi come contorno o come accompagnamento di nachos o tortilla.

 


wpid-20150210_230453.jpg

wpid-20150211_131613.jpg

 

 

 

 

 

Bolinhos de Arroz

Abbecedario culinario mondiale:  

F di Fortaleza – Brasile

wpid-brasile.jpg
Bolinhos de Arroz

 

Braaaaasiiiillll…lalala la la lala laaaaa… eh sì, la tappa dell’abbecedario mondiale stavolta si ferma nella splendida terra verdeoro, tra sole, mare, samba, calcio, splendide ragazze (eh sì, l’UB è pur sempre un uomo), e, ovviamente, cibo! Inutile stare a spiegare la cultura e le caratteristiche di un paese in cui tutti un giorno vorremmo andare, almeno la maggior parte di noi. Per il momento cerchiamo invece di portare un po’ di samba in cucina, preparando una ricetta tipica…e la ricetta scelta è un contorno tradizinale, ovvero delle polpette di riso (bolinhos de arroz). Con un po’ di “saudade” ci congediamo da questa tappa dopo aver descritto la ricetta, e ringraziato Rosa  per aver ospitato questa tappa. Ecco la ricetta:

 

Dosi per 4 persone:

  • 300g di riso
  • 80g di farina
  • 50ml di latte
  • Un cucchiaino di lievito chimico
  • Un uovo
  • Una cipolla piccola
  • Prezzemolo
  • Sale
  • Olio per friggere

 

Preparazione:

Far bollire il riso in, facendoli assorbire l’acqua. Scolarlo, e in un recipiente mescolare tutti gli ingredienti, amalgamarli e creare delle polpette. In una padella o in una friggitrice, far scaldare l’oilio, e versarci le polpette quando l’olio è bollente. Friggere per qualche minuto, lasciare riposare ogni polpetta su carta assorbente, e servire. Facilissimo!

 

wpid-20150125_131157.jpgwpid-20150125_131500.jpg

 

 

 

 

Abbecedario culinario mondiale:  

E di Edmonton – Canada



Yellow Split Peas Soup
(Zuppa di Piselli Gialli)

Quinta tappa dell’abbecedario mondiale in cucina, stavolta facendo tappa in terra canadese. Canada, paese dalle diverse influenze culinarie, in cui l’UB arriva giusto in tempo per non saltare questa tappa (strano, vero?). E dopo i bagordi delle feste si rientra a regime e si cerca di mangiare un po’ più sano. La ricetta che proponiamo per questa tappa ha come protagonisti i piselli gialli, quasi introvabili in zona, ma rivolgendosi al solito negozio di cibi etnici e biologici (prima o poi dovrò fare pubblicità) l’impresa di trovarli è stata compiuta facilmente. Il piatto è una zuppa di piselli gialli (trovati spezzati così come da ricetta, il termine “split” si riferisce a questo), in cui la ricetta originale prevede l’uso dello stinco di maiale (alla faccia della ricetta leggera). Molte ricette propongono versioni più leggere, e l’UB ha optato per l’utilizzo di semplici cubetti di prosciutto cotto.

Ringraziamo Elena per l’ospitalità, e descriviamo la ricetta:

Dosi per 4 persone:

  • 300g di piselli gialli spezzati
  • 2 carote
  • 2 coste di sedano
  • Una cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • 100g di prosciutto cotto a cubetti
  • 3/4 foglie di alloro
  • Timo
  • Sale
  • Pepe

 

Preparazione:

Tritare sedano, cipolla, carote e aglio e farli soffriggere pochi minuti in una pentola con l’olio. Aggiungere il resto degli ingredienti (le foglie di alloro intere, andranno tolte a fine cottura), mescolare a fuoco medio alcuni minuti e versare dell’acqua. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco lento per 2 o 3 ore. A fine cottura eventualmente usare il mixer per rendere la zuppa cremosa, e servire con dei crostini all’aglio o alle erbe.

Eccola (all’UB piace la zuppa densa e poco liquida…ovviamente se la preferite più liquida, aumentate la quantità di acqua):

 
wpid-20150118_132300.jpg

 

 

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 198 follower