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Guacamole

Abbecedario culinario mondiale:  

G di Guadalajara – Messico


Guacamole

 

Yaaaawn!!!! Scusate, facevo la siesta…perché per portare avanti l’abbecedario mondiale bisogna immedesimarsi a pieno e testare tutte le abitudini :) E per la tappa messicana volentieri ci immedesimiamo in un… guadalajarese? guadalajarino? Insomma, in un messicano, e ci immaginiamo sotto un sombrero sdraiati contro un muro sotto il sole pomeridiano a sonnecchiare. E nel mentre pensiamo alla ricetta da proporre. E  colti da ispirazione decidiamo di proporre una famosa salsa messicana, ovvero la salsa guacamole… non prima di aver ringraziato Lucia per l’ospitalità.

Ingredienti:

  • 2 avocadi
  • 1/2 pomodoro
  • 1/2 cipolla
  • 1 peperoncino serrano o 1-2 jalapeño
  • Succo di un lime
  • Coriandolo
  • Sale

 

Preparazione:

Far bollire il peperoncino (o i peperoncini) per qualche minuto. Tritare la cipolla, il pomodoro e il peperoncino. Spremere il lime e versare tutto in una terrina o una ciotola. Aggiungere il coriandolo e il sale. Taglare a metà gli avocado, e spolparli. Schiacciare la polpa e aggiungerla agli altri ingredienti. Mescolare il tutto, coprire con una pellicola e lasciar riposare in frigo per almeno mezz’ora. La lavorazione dell’avocado è meglio che sia una delle ultime cose, in quanto la polpa tende a ossidarsi rapidamente.

 

Eccola!

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Frijoles Refritos

Abbecedario culinario mondiale:  

G di Guadalajara – Messico


Frijoles Refritos

 

 

Arriba! Arriba! Ándale! Ándale! Non c’è modo migliore di iniziare la tappa messicana dell’abbecedario mondiale! Sotto il grido di battaglia di Speedy Gonzales (ripreso qua sopra in un momento di calma e tranquillità) atterriamo a Guadalajara e ci facciamo un bel giro culinario in Messico. Tra sole e siesta non possono mancare ovviamente i cibi dai sapori forti e intensi.  Ringraziamo Lucia per l’ospitalità, e veniamo al dunque…se si parla di cucina messicana una delle prime cose a cui si pensa sono i fagioli (e non soffermiamoci sulle conseguenze fisiologiche), e quindi l’UB non poteva non cominciare la tappa con una ricetta tipica, ovvero i frijoles refritos! Eccola:

 

Dosi per 4 persone:

  • 400g di fagioli (rossi o neri) precotti
  • 1/2 bicchiere di brodo (se possibile il brodo di cottura dei fagioli)
  • 1/2 cipolla
  • 3  cucchiai di lardo o di olio EVO
  • 2 spicchi d’aglio
  • Peperoncino
  • Sale
  • Epazote (in alternativa dragoncello, finocchietto o coriandolo)

 

 

Preparazione:

Tritare aglio e cipolla, versare in un tegame con l’olio (o il lardo), e fare rosolare il tutto per qualche minuto. Aggiungere il resto degli ingredienti; i fagioli dovranno essere schiacciati, in modo da creare una crema (più o meno densa a piacere). Far cuocere a fuoco medio per 15 minuti.  Alzare la fiamma, e cuocere per qualche minuto. Servire poi come contorno o come accompagnamento di nachos o tortilla.

 


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Bolinhos de Arroz

Abbecedario culinario mondiale:  

F di Fortaleza – Brasile

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Bolinhos de Arroz

 

Braaaaasiiiillll…lalala la la lala laaaaa… eh sì, la tappa dell’abbecedario mondiale stavolta si ferma nella splendida terra verdeoro, tra sole, mare, samba, calcio, splendide ragazze (eh sì, l’UB è pur sempre un uomo), e, ovviamente, cibo! Inutile stare a spiegare la cultura e le caratteristiche di un paese in cui tutti un giorno vorremmo andare, almeno la maggior parte di noi. Per il momento cerchiamo invece di portare un po’ di samba in cucina, preparando una ricetta tipica…e la ricetta scelta è un contorno tradizinale, ovvero delle polpette di riso (bolinhos de arroz). Con un po’ di “saudade” ci congediamo da questa tappa dopo aver descritto la ricetta, e ringraziato Rosa  per aver ospitato questa tappa. Ecco la ricetta:

 

Dosi per 4 persone:

  • 300g di riso
  • 80g di farina
  • 50ml di latte
  • Un cucchiaino di lievito chimico
  • Un uovo
  • Una cipolla piccola
  • Prezzemolo
  • Sale
  • Olio per friggere

 

Preparazione:

Far bollire il riso in, facendoli assorbire l’acqua. Scolarlo, e in un recipiente mescolare tutti gli ingredienti, amalgamarli e creare delle polpette. In una padella o in una friggitrice, far scaldare l’oilio, e versarci le polpette quando l’olio è bollente. Friggere per qualche minuto, lasciare riposare ogni polpetta su carta assorbente, e servire. Facilissimo!

 

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Abbecedario culinario mondiale:  

E di Edmonton – Canada



Yellow Split Peas Soup
(Zuppa di Piselli Gialli)

Quinta tappa dell’abbecedario mondiale in cucina, stavolta facendo tappa in terra canadese. Canada, paese dalle diverse influenze culinarie, in cui l’UB arriva giusto in tempo per non saltare questa tappa (strano, vero?). E dopo i bagordi delle feste si rientra a regime e si cerca di mangiare un po’ più sano. La ricetta che proponiamo per questa tappa ha come protagonisti i piselli gialli, quasi introvabili in zona, ma rivolgendosi al solito negozio di cibi etnici e biologici (prima o poi dovrò fare pubblicità) l’impresa di trovarli è stata compiuta facilmente. Il piatto è una zuppa di piselli gialli (trovati spezzati così come da ricetta, il termine “split” si riferisce a questo), in cui la ricetta originale prevede l’uso dello stinco di maiale (alla faccia della ricetta leggera). Molte ricette propongono versioni più leggere, e l’UB ha optato per l’utilizzo di semplici cubetti di prosciutto cotto.

Ringraziamo Elena per l’ospitalità, e descriviamo la ricetta:

Dosi per 4 persone:

  • 300g di piselli gialli spezzati
  • 2 carote
  • 2 coste di sedano
  • Una cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • 100g di prosciutto cotto a cubetti
  • 3/4 foglie di alloro
  • Timo
  • Sale
  • Pepe

 

Preparazione:

Tritare sedano, cipolla, carote e aglio e farli soffriggere pochi minuti in una pentola con l’olio. Aggiungere il resto degli ingredienti (le foglie di alloro intere, andranno tolte a fine cottura), mescolare a fuoco medio alcuni minuti e versare dell’acqua. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco lento per 2 o 3 ore. A fine cottura eventualmente usare il mixer per rendere la zuppa cremosa, e servire con dei crostini all’aglio o alle erbe.

Eccola (all’UB piace la zuppa densa e poco liquida…ovviamente se la preferite più liquida, aumentate la quantità di acqua):

 
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Salatu Niebe

Abbecedario culinario mondiale:  

D di Dakar – Senegal



Salatu Niebe

Come sempre in extremis, inseriamo la ricetta dell’abbecedario mondiale in cucina per questa tappa,stavolta un po’ giustificati, sia per le feste natalizie (a proposito, auguri a tutti per un felice 2015), sia per i vari impegni e imprevisti che come sempre non possono mancare. E tra un’abbuffata e l’altra, lo scarto dei regali e il fetente virus che ha colpito l’UB proprio il giorno di Natale (e stavolta il nick “uomo in bagno” è stato veramente appropriato…), riusciamo a preparare la ricetta. Ci si ferma nel continente nero, affascinante e misterioso, precisamente in Senegal.

E visto che si deve far fare una pausa forzata allo stomaco tra i cenoni e i pranzi di Natale e il cenone di capodanno, proponiamo una ricetta di un’insalata: la salatu niebe. Come sempre, ringraziamo il blog ospitante e la sua padrona Lynn, e passiamo al resoconto:

 

Dosi per 4 persone:

  • 200g di fagioli dell’occhio
  • Un cetriolo
  • Un pomodoro
  • Un peperoncino dolce
  • Un peperoncino piccante (jalapeño, o habanero se preferite i livelli estremi)
  • Uno scalogno
  • Prezzemolo
  • Sale
  • Pepe
  • 2 cucchiai d’olio
  • Succo di 2 lime

 

Preparazione:

In una ciotola colma d’acqua versare i fagioli (se secchi) e lasciarli a mollo per una notte. Bollirli successivamente per una mezz’ora salando appena. Se utilizzate i fagioli precotti passare direttamente alla fase successiva.

Tagliare a piccoli cubetti i cetrioli,  peperoni, il pomodoro e tritare la cipolla. Versare tutto in una ciotola, insieme ai fagioli e al resto degli ingredienti. Mescolare e servire

Eccola:

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Abbecedario culinario mondiale:  

C di Canberra – Australia



Scone-topped Beef Casserole

Seconda ricetta australiana per il viaggio culinario mondiale, e ci apprestiamo a salutare l’isola con un po’ di tristezza (l’Australia è nella lista dei viaggi futuri desiderati dall’UB). Talmente tristi che il vostro supereroe qualche giorno fa ha affogato i dispiaceri in un pub australiano, in compagnia della bionda più famosa dell’intera isola:

E dopo le solite idiozie, passiamo a raccontare la ricetta scelta, ovvero la scone beef casserole, non prima di aver ringraziato Haalo, per l’ospitalità:

 

Ingredienti:

  • 900g di manzo
  • 2 cucchiai di farina
  • 2 cucchiai di olio
  • Una cipolla
  • Una carota
  • Una costa di sedano
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di pepe
  • 1 cucchiaino di timo
  • 1 cucchiaino di salsa Worcester
  • 600ml di brodo

Ingredienti per gli scone:

  • 300g di farina
  • 40g di burro
  • 50g di parmigiano grattuggiato
  • 150ml di latte
  • Prezzemolo
  • 1/2 cipolla
  • Sale

 

Preparazione:

Tagliare il manzo a cubetti, e far rosolare appena nell’olio caldo. Rimuoverli e metterli in una casseruola. Nella padella far soffriggere cipolla, carota e sedano tritati, aggiungendo poi la farina, mescolando per un paio di minuti. Aggiungere il tutto alla casseruola, col brodo e il resto degli ingredienti (sale, pepe, timo e salsa Worcester). Lasciar stufare per un paio d’ore a fuoco lento.

Nel frattempo preparare gli “scone”: mescolare farina, lievito, burro fuso e latte fino ad ottenere un impasto compatto. Stenderlo su una spianatoia in modo da avere una forma rettangolare spessa circa un centimetro. Spolverare la superficie con parmigiano, il prezzemolo, la cipolla tritata e il sale. Rotolare l’impasto, avendo una forma cilindrica; tagliare in fette larghe un centimetro, e metterle nella casseruola sopra lo stufato ottenuto, in modo da coprirlo completamente, spennellando la superficie con un po’ di burro fuso o latte. Mettere la casseruola in forno a 180° per 15-20 minuti.

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Damper

Abbecedario culinario mondiale:  

C di Canberra – Australia



Damper

Altra tappa dell’abbecedario mondiale in cucina, e si continua il viaggio saltando tra i diversi continenti. Stavolta ci si ferma in Australia, terra affascinante, dalle bellezze naturali, come l’Ayer’s Rock

a quelle moderne come l’Opera House di Sydney

fino alla fauna locale, dal koala

al canguro

E l’UB potrebbe stupirvi cucinando il dolce e tenero (specie dopo la cottura) marsupiale, ma ve lo risparmia, anche perché non è riuscito a trovarlo, se non al pub australiano del capoluogo sardo…ma in versione finale.

Scherzi a parte, la ricetta proposta è un tipico pane australiano, il damper. Come sempre, ringraziamo il blog ospitante, Cook (almost) anything, e passiamo al resoconto:

 

Dosi per un damper:

  • 450g di farina
  • 80g di burro
  • 200ml di acqua
  • 1 cucchiaino di sale
  • Una bustina di lievito chimico

 

Preparazione:

In una ciotola versare la farina, aggiungere il burro ammorbidito e il lievito, e impastare . Far poi sciogliere il sale nell’acqua e versarla piano piano nella farina, poco alla volta, e impastare lentamente. Lavorare l’impasto su una spianatoia per una decina di minuti, fino a formare una palla soda. Coprirla e lasciar riposare per dieci minuti.

Schiacciare la palla, in modo da avere una forma piana circolare, fare delle leggere incisioni sulla superficie, ad esempio una croce, e infornare per mezz’ora a 180°, spolverando la superficie con un po’ di farina.

Eccolo:

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Chana Masala

Abbecedario culinario mondiale:  

B di Balarampur – India



Chana Masala

Seconda ricetta della seconda tappa del giro mondiale in cucina…India, terra ricca di sapori, aromi e soprattutto spezie…e l’UB è un grande appassionato di spezie, e soprattutto ne fa un uso quasi spropositato! E per l’occasione ha utilizzato, tra tante spezie, una (il curry) proveniente direttamente dalla terra indiana:20141113_223524

Eh sì, perché gli amici e i colleghi dell’UB come souvenir dei loro viaggi non portano magneti o portachiavi, portano prodotti culinari locali :-)

Per l’occasione l’UB si è cimentato nel chone masala! Ringraziamo ancora Cindy e passiamo alla descrizione della ricetta

 

Dosi per 4 persone:

  • 400g di ceci
  • Una cipolla media
  • 200g di polpa di pomodoro
  • 2 cucchiai di olio
  • 4 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiaini di zenzero in polvere
  • 1 o 2 peperoncini jalapeño
  • 2 cucchiaini di cumino
  • 2 cucchiaini di garam masala
  • Un cucchiaino di coriandolo
  • Un cucchiaino di curcuma
  • Un cucchiaino di sale
  • 1/2 bicchiere d’acqua

 

Preparazione:

In un tegame far scaldare l’olio. Tritare la cipolla, il peperoncino e l’aglio, e versarli nel tegame, lasciandoli qualche minuto. Versare poi i ceci, le spezie e il sale, e cuocere a fuoco medio per qualche minuto. Aggiungere poi la polpa di pomodoro e l’acqua, e far cuocere per una ventina di minuti. Servire e gustare!

 

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Chapati

Abbecedario culinario mondiale:  

B di Balarampur – India



Chapati

Ed eccoci giunti alla seconda tappa del giro mondiale in cucina…e ci si ferma in una terra molto fertile dal punto di vista culinario…ovvero l’India e i suoi sapori. Reduce da periodi passati con colleghi indiani, ristoranti indiani, e soprattutto altri indiani tipo questo

From “The Big Bang Theory”

 

Dato che l’India è vastissima, e molteplici sono le ricette e le loro versioni a seconda della zona, l’UB ha deciso di cominciare con una ricetta semplice, ma diffusissima in tutta la regione indiana e asiatica in generale. La scelta è ricaduta sul pane tipico indiano, o meglio, uno dei pani tipici, ovvero il chapati! Ringraziamo il blog ospite (Cindystar), e passiamo alla descrizione della ricetta

 

Dosi per 10 chapati:

  • 200g di farina integrale
  • 100g di farina bianca
  • 200ml di acqua
  • 1 cucchiaino di sale

 

Preparazione:

In una ciotola versare la farina, poi far sciogliere il sale nell’acqua e versarla piano piano nella farina, poco alla volta, e impastare lentamente. Lavorare l’impasto su una spianatoia per una decina di minuti, fino a formare una palla soda. Coprirla e lasciar riposare per una mezz’ora.

Dividere l’impasto in dieci pezzi, dandoli una forma sferica. Stendere ogni pallina con un mattarello (cospargere con un po’ di farina il matatrello e la spianatoia per evitare che si attacchi), e formare dei dischi sottili, di circa 15cm di diametro.

Scaldare una padella per crepes o una pentola antiaderente, e quando sarà calda, far cuocere uno ad uno ogni disco. Dopo un minuto, o comunque quando si cominciano a veder comparire le prime bolle, girarli e cuocere per un altro minuto.  Se non ancora ben cotto, girae il disco fino alla cottura desiderata. Far raffreddare e riposare i chapati  in un foglio di carta di alluminio foderato di carta assorbente per cucina.

 

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Nota: lo so, il sottoscritto è una frana per dare le forme… ma l’UB garantisce sulla bontà!

Keke fa’i

Abbecedario culinario mondiale:  

A di Apia -Samoa

Keke fa’i

Finito un viaggio, ne comincia un altro, ancora più arduo e affascinante. Dopo aver girovagato prima per l’Italia, e poi per tutta Europa, la logica conseguenza è espandere i propri orizzonti culinari e spingersi verso mete in tutto il mondo. Comincia così l’abbecedario mondiale, per il quale la prima tappa consiste nel fermarsi nelle isole Samoa…tra sabbia, acqua cristallina e noci di cocco, diamo il giusto tempo alla preparazione di una specialità locale. L’UB ha scelto una torta a base di banane. Come da tradizione ringraziamo il blog ospitante e la padrona di casa, che per questa tappa è Marta, e di seguito riportiamo la ricetta!

Dosi:

  • 350g di farina
  • 150g di zucchero
  • 125g di burro
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 150ml di latte tiepido
  • 2 banane medie

 

Preparazione:

Mescolare la farina col sale e il lievito. Con le fruste, impastare lo zucchero col burro ammorbidito fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere le uova e la vaniglia, continuando a mescolare. Schiacciare le banane e unirle al composto. Sciogliere il bicarbonato nel latte e versare il tutto nel composto. Impastare aggiungendo la farina. Mescolare per qualche minuto, e versare l’impasto in una teglia imburrata. Infornare a 180° per una mezz’oretta. Lasciar raffreddare e mangiare. Potete farcire la torta con panna, crema o cioccolato.

 

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