Archive for febbraio, 2012


Paella Caldosa con Bogavante

Reportage #4

Trilogia della Paella, atto finale:
Paella Caldosa con Bogavante

El Bogavante te coge por detrás y te coge por delante

Vi chiedete cosa sia un bogavante? Ce lo siamo chiesti pure noi, il sottoscritto e l’amica Aiuolik  (vera artefice dell’idea e della squisita ricetta cucinata) giorni e giorni fa. Si, perché tra i vari piatti a base di pesce presenti a bizzeffe in qualsiasi locale di Barçelona, qua e là spuntava un bogavante, nome fascinoso e misterioso…ma che in realtà rappresenta il prelibato astice. Dopo aver provato ogni tipo di paella e derivati, pure la paella in brodo è passata sotto gli occhi, pardon, i denti, dei pellegrini del gusto. Paella a base del protagonista e ormai mascotte del soggiorno catalano…il bogavante.

I due guerrieri del sapore si recano così alla conquista di un bogavante al mercato, trovando un perfetto esemplare pronto a sacrificarsi…ecco qui il nostro amico…

Simpatico, tenero, affettuoso…uhm, no, qui si avrebbe potuto fare la fine di homer Simpson in questo episodio (si lo so, si riferisce ad un’aragosta, ma in realtà le aragoste non hanno chele come quella disegnata da Groening…quindi l’astice calza a pennello)

Ma ciò non è accaduto, e il nostro amico è caduto…il suo sacrifico non sarà dimenticato dai nostri cuori…ma soprattutto dai nostri stomaci!!! Dopo una perfetta bollitura da parte dell’assassina Aiuolik, il protagonista si presentava così…

Dopo questo lungo ma doveroso preambolo, possiamo passare a descrivere passo dopo passo la ricetta, soprassedendo sul fatto che l’UB ha combattuto onorevolmente contro peperoni, seppie, calamari, cozze… tagliandoli con la rapidità e la puntualità di un treno italiano in un giorno di sciopero…

Dosi per…uhm….un numero indefinito:

  • 1 astice da circa 1/2 kg.
  • 1 calamaro
  • 1 seppia
  • 4 scampi
  • 1/2 kg. di cozze
  • 3 tranci di merluzzo
  • 1 peperone rosso
  • 2 peperoni piccoli verdi
  • 2 cipolle
  • 2 pomodori maturi
  • 1 carota
  • timo
  • 2 mazzi di prezzemolo
  • 3 bustine di zafferano
  • 1 manciata di taccole
  • olio extra
  • 5 spicchi di aglio
  • 300 gr. di riso
  • 2 dadi di brodo di pesce

Preparazione:


In una pentola capiente mettete una cipolla tagliata in due, la carota sbucciata, un mazzetto di prezzemolo e un po’ di timo. Coprite con abbondante acqua e portate a ebollizione. Dopo 20 minuti di bollitura, aggiungete l’astice vivo e fate cuocere coperto per 20 minuti. Spegnete e tenete da parte.
In una pentola capiente, fate soffriggere 2 spicchi d’aglio, versate le cozze, coprite con acqua e fate cuocere sino ad apertura dei mitili. A parte, fate bollire in acqua leggermente salata le taccole per circa 6 minuti. Scolate e tenete da parte.
In un’ampia padella, fate rosolare 3 spicchi d’aglio con gli scampi, chiudete con il coperchio e fate cuocere per qualche minuto. Condite con un po’ di prezzemolo tagliato fine, togliete da fuoco, togliete gli scampi dalla padella e tenete da parte. Nello stesso olio, fate soffriggere la seppia e il calamaro tagliati a piccoli tocchetti.
Rosolate, togliete dalla padella e tenete da parte. Nello stesso olio, versate una cipolla tagliata fine e i peperoni tagliati a tocchetti. Fate cuocere per qualche minuto, quindi aggiungete il calamaro e la seppia, fate insaporire e versate i pomodori. Fate cuocere ancora qualche minuto e quindi versate il riso. Fate tostare leggermente, quindi coprite con abbondante brodo d’astice e fate cuocere a fuoco medio rimestando continuamente e aggiungendo brodo di quando in quando.
Aggiungete lo zafferano, mischiate bene e aggiungete un dado di pesce. A metà cottura del riso, aggiungete metà delle cozze (senza il loro guscio), il merluzzo e le taccole. Continuate a rimestare di tanto in tanto aggiungendo brodo all’occorrenza. Insaporite aggiungendo qualche cucchiaio dell’acqua dei mitili e, se serve, un altro dado di pesce. A fine cottura del riso, mettete l’astice, gli scampi e le cozze rimaste, fate insaporire, togliete dal fuoco e servite.

Che dire…una ricetta ottima…

Il film consigliato va al di fuori della ricetta…e si, perché il nostro eroe UB è tornato proprio oggi in patria dopo il periodo catalano, e già gli manca tutto della terra blaugrana (perché i biancoblu dell’Espanyol non se li ca*a nessuno…). Visti i ricordi che già cavalcano nella mente del supereroe il film di oggi è Amarcord

Meglio un sottofondo musicale, stavolta dedicato interamente al nostro, e romai anche vostro, amico….El Reno Renardo – El Bogavante

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Reportage #3

Pollo in salsa barbecue
con
contorno di verdure brasate alla birra

La cerveza te hace sentir come en que debe sentir sin cerveza

A volte il destino sembra tessere le proprie tele e schernirci con i suoi perversi e contorti piani malefici. O forse stavolta ho esagerato con la cerveza…mah…
Schizofrenia a parte, le coincidenze a volte sono sorprendenti… cosa fareste se vi trovaste a dover consumare urgentemente gli ingredienti che si trovano in frigo prima che comincino a diventare portatori di forme di vita sconosciuti? E cosa fareste se vi ricordaste che la stessa mattina aveste letto per caso una portata in un menù che pare essere perfetta per l’occasione? Ovviamente sfruttarla, no?

Ma veniamo ai fatti. Mattina, la casella mail dell’UB riceve come sempre la newsletter riguardante i menu del giorno dei ristoranti della zona… tra i tanti e i soliti banali, viene colpito da un piatto che sembra essere invitante… “pollo en salsa barbacoa y contorno de verduras braseadas a la cerveza” (si, il nostro eroe era ancora in terra catalana…). Al ritorno a casa la sera, l’UB apre il frigo per verificare cosa fare per cena… dopo aver preparato la seupa de grì sono avanzate le verdure… carote e rape, una. Ricordando la ricetta della mattina, una rapida richiesta a mamma Google, ed ecco qua…le verdure brasate, una ricetta a base di….carote e rape!!! Il resto ovviamente viene da sé….e prende forma il nuovo esperimento culinario….

Dosi per 4 persone: Verdure Brasate

  • 1,5 kg di carote
  • 1,5 kg di rape
  • 100 g di pancetta a dadini
  • 1 cipolla media
  • 3 bicchieri di birra
  • 3 cucchiai di pomodoro tritato
  • Maggiorana
  • Timo
  • Salvia
  • Pepe
  • Sale

Dosi per 4 persone: Pollo in Salsa Barbecue

  • 600 g di pollo (cosce e sovracosce)
  • 400 cc di salsa barbecue
  • 1 cucchiaio di burro
  • 2 spicchi d’aglio
  • Acqua
  • Sale

Preparazione Verdure Brasate

Tagliare le rape in metà per il lungo ed eliminare i cuori duri e fibrosi con un coltello affilato. Tagliare le rape e le carote a cubetti di circa1 cm. Scaldare l’olio in una padella e soffriggere la pancetta e la cipolla per qualche istante. Mettere le verdure tagliate a dadini nella padella. Bagnare con la birra e portare a ebollizione. Togliere la padella dal fuoco, incorporare il pomodoro e le erbe aromatiche, salare e pepare a piacere. Coprire la casseruola e cuocere o lasciare coperto, a fuoco basso, 1 ora, finché le verdure sono tenere e hanno assorbito tutto il liquido.

Preparazione Pollo in Salsa Barbecue

Mettete il pollo in una pentola con acqua calda e un cucchiaio di sale. Cuocere a fuoco medio finché il pollo è a metà cottura (importante non cuocerlo completamente). Quindi rimuovere i pezzi di pollo,e versare in una padella il burro e l’aglio, cuocere a fuoco vivo per un minuto, quindi aggiungere la salsa barbecue per continuare la cottura, eventualmente aggiustando d’acqua sino a fine cottura.

Il film consigliato, visto che si parla di pollo, è Chicken Run (Galline in fuga)
Sottofondo musicale, Cibo Matto – Know Your Chicken 

Paella de Marisco

Reportage #2

Paella de Marisco 

La paella és el mar, el cel i la terra

Paella, paella, para siempre paella….magari. Invece l’avventura in terra catalana dell’UB è ormai giunta alla conclusione, pochi giorni e il supereroe in tuta rossoblu (a proposito, vi ho mai detto che questo abbinamento di colori mi fa impazzire?) tornerà in patria…

Ma non prima di aver provato sulla propria pelle e sulle proprie pentole l’ebbrezza delle specialità iberiche ovviamente. Così, dopo il primo tentativo pienamente riuscito con la paella valenciana, il buon UB si è cimentato nella preferita Paella de Marisco, ovvero la paella di mare.

Come già scritto per la paella valenciana, l’ideale sarebbe avere la padella apposita….ovviamente l’UB si è arrangiato con la fida padella antiaderente a prova di intrugli culinari. Purtroppo per problemi di tempo e di scarsa propensione all’avventura last minute al mercato (ormai ora di chiusura) abbiamo optato per un preparato surgelato per paella, completo di crostacei, calamari e seppie già tagliati e pronti da cuocere…la vita è fatta di compromessi!

Dosi per 4 persone:

  • 400g di riso (varietà valenciana “bomba”)
  • 2 calamari piccoli
  • 2 seppie piccole
  • 8 gamberi
  • 4 scampi
  • 8 cozze
  • 500g di vongole
  • 1 cipolla
  • 8 cucchiai di pomodori tritati
  • zafferano
  • 1,5l di brodo di pesce
  • sale
  • 8 cucchiai di olio d’oliva
  • fagioli, piselli, o un peperone verde facoltativi
  • 2 spicchi d’aglio
Preparazione:
Per prima cosa si tagliano i calamari ad anelli, le seppie a tocchetti e si trita la cipolla e l’aglio (ed eventualmente si taglia a listelli sottili il peperone). Le vongole se fresche si saranno lasciate spurgare per qualche ora, rimuovendo eventualmente quelle chiuse. Le cozze andranno pulite, lavate e cotte a parte leggermente per farle aprire. Per ogni cozza è bene eliminare metà del guscio per la cottura successiva.
Dopo le operazioni preliminari, passiamo alla fase di cotture vera e propria: versare uniformemente l’olio nella padella (al solito il metodo raccomandato è quello d versarlo lentamente al centro) e salare, a fuoco medio fare scaldare e versare i gamberi e gli scampi. Lasciare cuocere per qualche minuto, una volta arrivati a cottura quasi ultimata ritirarli, e versare il resto dei frutti di mare, facendoli friggere nello stesso olio.

Non appena si raggiunge una certa doratura versare il pomodoro tritato, la cipolla, l’aglio e si lascia soffriggere per qualche istante. Si può successivamente versare il brodo e lo zafferano (eventualmente con i fagioli, piselli o il peperone), salando quanto basta.

Cuocere a fuoco basso per 30-45 minuti, in modo che il brodo copra ancora tutti gli ingredienti, e versare il riso. Portare ora a ebollizione, lasciare assorbire piano piano il brodo, abbassando gradualmente la fiamma, per una ventina di minuti circa. Gli ultimi istanti di cottura versare i gamberi e gli scampi. Ed ecco il risultato finale:

Inutile dire che l’UB è ancora in piena forma, nessun segno di avvelenamento!!!!

Che dire…visto che si parla di marisco, il film consigliato (a chi riesce a sopportare certe pellicole….non come me) è Sapore di Mare

E perché non avere come colonna sonora  In fondo al mar?

Hasta pronto!

Seupa de Grì


A
 come
Aosta

Lait sur vin, c’est venin; vin sur lait c’est souhai

Parte dalle Alpi e valli valdostane il nostro viaggio nel territorio italiano ricetta per ricetta, per il progetto Abbecedario Culinario d’Italia.

Tra le montagne imponenti, in cui le caprette fanno “ciao” alle piccole psicopatiche e allucinate bambine dei verdi pascoli, gli alpinisti folli raggiungono le vette più elevate per scoprire una bottiglia d’acqua purissima, e gli svizzeri vengono continuamente umiliati su chi produce il cioccolato migliore, nascono tante ricette genuine, naturali e semplici.

Semplici…ma a volte con tempi di preparazione degni di Highlander o della intera storia di Beautiful. Infatti il prode Uomo in Bagno tra le tante e intriganti ricette a base di fontina, polenta e compagnia bella, si vede l’attenzione catturata da una zuppa. Perché essere banali e non provare qualcosa di insolito, almeno per i gusti dell’UB? Parte così l’inseguimento alla ricetta della Seupa de Grì,

piatto dai semplici ingredienti ( orzo, carne e verdure). Stavolta mamma Google si dimostra taccagna dando poche indicazioni…ma trovata quella che sembra essere veritiera e affidabile l’UB la studia nei minimi dettagli. E qui che viene colpito dalla preparazione….10-12 ore a fuoco lento? Desistere? Rinunciare? Lasciare a qualcun altro l’ingrato compito? Giammai! D’altronde un supereroe non si tira indietro a nessuna sfida. Riportiamo la ricetta “originale”

Seupa de Grì: dosi per 4 persone

  • orzo perlato gr 300
  • costine di maiale gr 150
  • lardo (o pancetta) gr 50
  • 2 patate, 2 cipolle, 2 coste di sedano, 2 carote, porri, altre verdure di stagione
  • sale e pepe

Precisazioni sui danni dell’UB:

L’UB non disponeva di bilancia (ingredienti dosati “a occhio”) ne di casseruola apposita, ha optato per una comune pentola. Ricordiamo che sino a fine mese il povero supereroe è ancora in terra iberica, quindi si è dovuto arrangiare con i mezzi a disposizione…ma i risultati sono stati graditi al suo stomaco.
Per quanto riguarda i tempi di cottura, dopo circa 7 ore la zuppa è sembrata pronta, anche per via di aver preparato dosi per circa due persone.

Preparazione:

La prima cosa importante è mettere l’orzo in ammollo per diverse ore, possibilmente dalla sera prima.

L’orzo, ammorbidito, andrà bollito per circa un’ora, possibilmente utilizzando la stessa acqua in cui è stato fatto ammorbidire. Successivamente farlo raffreddare, mentre si cominciano a preparare le verdure, tagliando a tocchetti tutte le verdure. L’UB ha utilizzato, oltre alle verdure riportate negli ingredienti, dei piselli, fagioli freschi, e qualche tocchetto di rapa.

Nel recipiente di cottura mettere l’orzo, le costine, la pancetta a tocchetti, le verdure, coprire il tutto con il brodo e cuocere a fuoco lento, per 10-12 ore. Come detto, dopo circa 7 ore la zuppa era pronta per la prova finale. Ed ecco il risultato:

Insomma, come prima ricetta non sono stati fatti troppi danni, e la zuppa è piaciuta al sottoscritto!!!!

E per la serie, una ricetta, un film, questo non poteva che essere Highlander!!
Colonna sonora della ricetta ovviamente….Heidi!!
Alla prossima lettera…hasta luego!


Si, crollano i mercati ortofrutticoli, presi d’assalto per accaparrarsi al più presto tutti gli ingredienti necessari per la partenza della nuova sfida della nota Trattoria Muvara, l’abbecedario culinario d’Italia.

Ma cos’è l’abbecedario italiano? Per ogni lettera è stata scelta una città italiana di una differente regione, in modo da coprire tutto lo stivale, isole comprese! Ogni 2 settimane si cambia lettera. Per ogni lettera chiunque può partecipare con una o più ricette tipiche della città corrispondente o anche solo della regione di appartenenza. Le ricette pubblicate saranno segnalate aggiungendo un commento in un blog diverso a seconda della lettera in questione.

E proprio per merito (o a causa?) di tale iniziativa che è nato questo blog, perciò non potevamo non iniziare fin da subito!
Intanto riportiamo il calendario lettera per lettera e i blog associati:

  • A come Aosta (Valle d’Aosta) dal 13/02/12 al 26/02/12 – Blog ospite:Gata da plar
  • B come Bolzano (Trentino Alto Adige) dal 27/02/12 al 11/03/12 – Blog ospite:Briggis’home
  • C come Chioggia (Veneto) dal 12/03/12 al 25/03/12 – Blog ospite:Mangiare è un po’ viaggiare
  • D come Domodossola (Piemonte) dal 26/03/12 al 08/04/12 – Blog ospite:CookingStefy
  • E come Empoli (Toscana) dal 09/04/12 al 22/04/12 – Blog ospite:Cindystar
  • F come Foligno (Umbria) dal 23/04/12 al 06/05/12 – Blog ospite:La cucina di Cristina
  • G come Genova (Liguria) dal 07/05/12 al 20/05/12 – Blog ospite:Tutto a occhio
  • I come Isernia (Molise) dal 21/05/12 al 03/06/12 – Blog ospite:Torte e dintorni
  • L come L’Aquila (Abruzzo) dal 04/06/12 al 17/06/12 – Blog ospite:In cucina senza glutine
  • M come Matera (Basilicata) dal 18/06/12 al 01/07/12 – Blog ospite: Briciole
  • N come Napoli (Campania) dal 02/07/12 al 15/07/12 – Blog ospite:Galline 2nd Life
  • O come Otranto (Puglia) dal 16/07/12 al 29/07/12 – Blog ospite: La Melagranata
  • P come Pavia (Lombardia) dal 30/07/12 al 12/08/12 – Blog ospite:
  • Q come Quartu Sant’Elena (Sardegna) dal 13/08/12 al 26/08/12 – Blog ospite:The Cooking Sisters
  • R come Roma (Lazio) dal 27/08/12 al 09/09/12 – Blog ospite: Garbugli0
  • S come Siracusa (Sicilia) dal 10/09/12 al 23/09/12 – Blog ospite:Fragoliva
  • T come Trieste (Friuli Venezia Giulia) dal 24/09/12 al 07/10/12 – Blog ospite:Fiordisale
  • U come Urbino (Marche) dal 08/10/12 al 21/10/12 – Blog ospite: La Gigadea
  • V come Vibo Valentia (Calabria) dal 22/10/12 al 04/11/12 – Blog ospite:
  • Z come Zocca (Emilia Romagna) dal 05/11/12 al 18/11/12 – Blog ospite: Curiosando in cucina

Si parteeeeee….io preparo fotocamera e stomaco!!!

Paella Valenciana

Reportage #1

Paella Valenciana 

Nosaltres, el poble de la Comunitat Valenciana

Catalunya….terra di sapori e aromi….terra di buon cibo…terra di paella….paella de marisco….paella mixta…ma la vera paella è quella valenciana, appunto originaria della vicina Comunitat Valenciana…e visto che stando in Catalunya abbiamo ormai provato ogni specialità locale, perché non allargare i confini e svolgere la nostra attività di cuoco-reporter presso i cugini valenciani? Vista l’impossibilità di recarsi sul campo l’UB decide dunque di mettersi i panni di uomo in cucina.

E proprio da Valencia parte il progetto “facciamoci del male e pubblichiamo gli esperimenti dell’UB“, scegliendo proprio una ricetta semplice e rapida (in fondo che volete che siano due ore e passa di preparazione?)

Ovviamente, seguendo il manuale del perfetto reporter, bisogna documentarsi e indagare a fondo sulla natura delle notizie, pardon, delle ricette. Dopo un estenuante e perizioso lavoro si trova finalmente la ricetta che sembra affidabile, e si comincia a racimolare ogni ingrediente necessario.

Riportiamo la ricetta. ATTENZIONE! A quanto verificato e sperimentato più volte, il popolo spagnolo è di buona, buonissima forchetta…e le razioni sono mooooooolto abbondanti. Le dosi riportate per 4 persone seguono la ricetta originale, ma per un consumatore “convenzionale” si consiglia di ridurle (almeno di un terzo, a occhio e croce).

Paella Valenciana – Dosi per 4 persone:

  • 500g di riso valenciano (arroz denominación de origen Valencia)
  • 800g di pollo tagliato a pezzi, con petto e fegato inclusi
  • 600g di coniglio tagliato a pezzi
  • 250g di “judias verdes” (taccole)
  • 200g di fagioli bianchi, varietà “garrofò”
  • 100g di pomodoro tritato
  • 150g di olio di oliva
  • zafferano
  • paprika dolce
  • sale q.b.
  • un pizzico di rosmarino a piacere
  • acqua: in genere una quantità pari al doppio del riso

Precisazioni: Ovviamente in terra catalana non è stato difficile trovare gli ingredienti appropriati (a parte i fagioli, come spiegheremo a breve), ma due parole su alcuni ingredienti sono doverose. Innanzitutto il riso deve essere appropriato per la paella. L’UB non conosce la situazione del mercato italiano, ma non crede sia un’impresa trovarne. In ogni caso qui si consiglia la varietà “senia” o “bomba”, quest’ultima più costosa. Delle “judias verdes” l’UB ignorava la reperibilità nei mercati italiani, ma non sono altro che le taccole (si ringrazia dario, six, browserina e gli altri amici della chat per la info). I fagioli “garrofò” sono dei fagioli bianchi, piatti, ma non è stato possibile trovarli in tempi brevi (il mercato di fiducia proprio questa sera era chiuso), ma sono stati sostituiti con dei fagioli bianchi più convenzionali. ATTENZIONE: se i fagioli sono secchi bisogna lasciarli in ammollo per diverse ore prima della preparazione. Il rosmarino è facoltativo, ma nella giusta dose esalta il sapore. Gli autori della ricetta consigliano di mettere un rametto intero a fine cottura e toglierlo prima di servire. Ed ecco gli ingredienti raccolti dal sottoscritto pronti ad essere utilizzati: Preparazione:La prima cosa da fare è munirsi di…paella! La paella (=padella) va cotta a fuoco lento nella tipica padella:

L’UB in mancanza di paella ha optato per una padella antiaderente di capienza media. Ogni fase di cottura ha una prerogativa essenziale: la pazienza (e qui non sapete la fatica che  ha fatto l’UB per tirarla fuori….); la paella è un piatto che va cotto lentamente, non bisogna avere fretta…. Per prima cosa si mette l’olio in maniera uniforme; gli esperti consigliano di versarlo lentamente al centro della padella e lasciare che si disponga piano piano, e prima che si accenda il fuoco e l’olio raggiunga i bordi, versare il sale ai bordi. In questo modo si riduce il rischio eventuale di bruciare l’olio o la padella, e non ci sarà bisogno di salare nella prossima fase. Si accende il fuoco, fiamma bassa, e si versa la carne, facendola friggere lentamente. I pezzi più grossi è meglio tenerli al centro della padella, quelli piccoli ai bordi, per poi avere una maggiore uniformità di cottura. Quando la carne è ben rosolata, si sposta tutta sui bordi della padella e si versano le taccole, facendole friggere senza bruciarle. Dopo averle cotte per bene, portare tutti gli ingredienti ai bordi e al centro versare il pomodoro tritato: Una volta che i pomodori hanno perso tutta l’acqua e sono abbastanza densi, è giunto il momento di mettere l’acqua. In generale, è meglio riempire la padella quasi fino all’orlo, e aggiustare eventualmente di sale. Una regola che pare sia importante rispettare è quella di aggiungere acqua eventuale solo in questa fase, mai una volta gettato il riso. Dopo aver versato l’acqua, versare lo zafferano e i fagioli, e portare ad ebollizione a fuoco elevato, facendolo bollire per 5 minuti. Portare poi la fiamma al minimo e lasciare cuocere dai 30 ai 45 minuti. Come detto, aggiustare di acque per riportare il livello a coprire tutti gli ingredienti, quasi fino a bordo padella. Successivamente è il turno del riso. Come vedete dalla foto, l’UB ha seguito i consigli degli esperti e ha versato il riso “a croce”, lasciando poi che si disperda piano piano  lungo la padella. E qui la parte più difficile, e l’UB ha constatato la sua mancanza di esperienza per rischiare di bruciare troppo il riso sul fondo, solo il caso ha voluto che se ne accorgesse in tempo…ma è tutto andato bene, solo leggermente scottato il fondo alla tipica maniera della paella! Il riso va cotto per 5 minuti circa a fuoco elevato, per altri 5 a fuoco medio, e per una decina a fuoco minimo, Aggiungere in questa fase il rosmarino, l’UB ha optato per del rosmarino tritato. Ed ecco finalmente il risultato…. Quanto al risultato….sono ancora in piedi!!!! Ricetta soddisfacente, nonostante tutto è uscita buonaaaaaaa. E ora i commenti finali….è stata la mia prima ricetta, quindi non insultatemi per errori o altre cose…si accettano critiche, suggerimenti, soldi in regalo….detto questo, ricetta lunga ma ottima, anche fatta in casa!!!! L’UB ripone la fedele fotocamera nel ripostiglio e padelle, posate, piatti e tutto il resto nel lavello….ci vorrebbe un altro supereroe che mi lavasse le stoviglie….ma questa è un’altra storia

Benvenuti!

Questo blog nasce dai deliri dell’Uomo in Bagno (padrone, titolare, presidente e megadirettore galattico di questo spazio, alla faccia di WordPress) e della nota sperimentatrice del gusto Intrepida Aiuolik

Era una tranquilla mattinata di inverno del 2012, il freddo pungeva (poco) in quel di Barcelona, ancora poche settimane per il ritorno in patria, ma il povero UB lavorava (o cercava di farlo) scontrandosi coi problemi della vita…lo zucchero finito in sala coffee-break, youtube che non si sbriga a caricare la canzone, la pagina della Gazzetta che ancora non aggiorna le probabili formazioni per il fantacalcio…insomma, la solita mattinata.
Ma in quel giorno un dubbio lo attanaglia…che fare per cena? Ecco che parte alla disperata ricerca di qualche idea…si imbatte in un sito…”ricette mondiali”…ricorda quando in un afoso pomeriggio di Luglio in quel di Torino discuteva di scienza (culinaria) con l’Intrepida….proprio là nacque lo spunto per l’abbecedario italiano, di cui si parlerà attivamente tra qualche giorno, ma si sfiorò l’idea di farne uno mondiale…allora, tra un codice non funzionante e un dato mancante, l’UB disturba su Skype (come ogni giorno) la compagna di sventura…riportiamo il momento topico della conversazione

Intrepida: io ieri ho iniziato il nuovo abbecedario con tutta l’italia
UB:  mi sa che provo pure io
I:  e io te le pubblico?
UB: solo se sopravvivo
I:  altrimenti ti apri un blog solo per partecipare all’abbecedario: Un Uomo dal Bagno alla Cucina
Detto, fatto…non potevo non raccogliere l’invito….ovviamente si ringrazia l’Intrepida anche per il nome del blog!

Disclaimer

Ogni riferimento a cose, fatti, eventi, persone, entità reali o immaginarie è puramente e cinicamente voluto, e il blogger se ne lava le mani di lamentele, minacce, richieste di prestiti, di offerte per beneficenza, o qualsiasi altra cosa (a meno che  non siete stragnocche, allora se ne può parlare)