Reportage #1

Paella Valenciana 

Nosaltres, el poble de la Comunitat Valenciana

Catalunya….terra di sapori e aromi….terra di buon cibo…terra di paella….paella de marisco….paella mixta…ma la vera paella è quella valenciana, appunto originaria della vicina Comunitat Valenciana…e visto che stando in Catalunya abbiamo ormai provato ogni specialità locale, perché non allargare i confini e svolgere la nostra attività di cuoco-reporter presso i cugini valenciani? Vista l’impossibilità di recarsi sul campo l’UB decide dunque di mettersi i panni di uomo in cucina.

E proprio da Valencia parte il progetto “facciamoci del male e pubblichiamo gli esperimenti dell’UB“, scegliendo proprio una ricetta semplice e rapida (in fondo che volete che siano due ore e passa di preparazione?)

Ovviamente, seguendo il manuale del perfetto reporter, bisogna documentarsi e indagare a fondo sulla natura delle notizie, pardon, delle ricette. Dopo un estenuante e perizioso lavoro si trova finalmente la ricetta che sembra affidabile, e si comincia a racimolare ogni ingrediente necessario.

Riportiamo la ricetta. ATTENZIONE! A quanto verificato e sperimentato più volte, il popolo spagnolo è di buona, buonissima forchetta…e le razioni sono mooooooolto abbondanti. Le dosi riportate per 4 persone seguono la ricetta originale, ma per un consumatore “convenzionale” si consiglia di ridurle (almeno di un terzo, a occhio e croce).

Paella Valenciana – Dosi per 4 persone:

  • 500g di riso valenciano (arroz denominación de origen Valencia)
  • 800g di pollo tagliato a pezzi, con petto e fegato inclusi
  • 600g di coniglio tagliato a pezzi
  • 250g di “judias verdes” (taccole)
  • 200g di fagioli bianchi, varietà “garrofò”
  • 100g di pomodoro tritato
  • 150g di olio di oliva
  • zafferano
  • paprika dolce
  • sale q.b.
  • un pizzico di rosmarino a piacere
  • acqua: in genere una quantità pari al doppio del riso

Precisazioni: Ovviamente in terra catalana non è stato difficile trovare gli ingredienti appropriati (a parte i fagioli, come spiegheremo a breve), ma due parole su alcuni ingredienti sono doverose. Innanzitutto il riso deve essere appropriato per la paella. L’UB non conosce la situazione del mercato italiano, ma non crede sia un’impresa trovarne. In ogni caso qui si consiglia la varietà “senia” o “bomba”, quest’ultima più costosa. Delle “judias verdes” l’UB ignorava la reperibilità nei mercati italiani, ma non sono altro che le taccole (si ringrazia dario, six, browserina e gli altri amici della chat per la info). I fagioli “garrofò” sono dei fagioli bianchi, piatti, ma non è stato possibile trovarli in tempi brevi (il mercato di fiducia proprio questa sera era chiuso), ma sono stati sostituiti con dei fagioli bianchi più convenzionali. ATTENZIONE: se i fagioli sono secchi bisogna lasciarli in ammollo per diverse ore prima della preparazione. Il rosmarino è facoltativo, ma nella giusta dose esalta il sapore. Gli autori della ricetta consigliano di mettere un rametto intero a fine cottura e toglierlo prima di servire. Ed ecco gli ingredienti raccolti dal sottoscritto pronti ad essere utilizzati: Preparazione:La prima cosa da fare è munirsi di…paella! La paella (=padella) va cotta a fuoco lento nella tipica padella:

L’UB in mancanza di paella ha optato per una padella antiaderente di capienza media. Ogni fase di cottura ha una prerogativa essenziale: la pazienza (e qui non sapete la fatica che  ha fatto l’UB per tirarla fuori….); la paella è un piatto che va cotto lentamente, non bisogna avere fretta…. Per prima cosa si mette l’olio in maniera uniforme; gli esperti consigliano di versarlo lentamente al centro della padella e lasciare che si disponga piano piano, e prima che si accenda il fuoco e l’olio raggiunga i bordi, versare il sale ai bordi. In questo modo si riduce il rischio eventuale di bruciare l’olio o la padella, e non ci sarà bisogno di salare nella prossima fase. Si accende il fuoco, fiamma bassa, e si versa la carne, facendola friggere lentamente. I pezzi più grossi è meglio tenerli al centro della padella, quelli piccoli ai bordi, per poi avere una maggiore uniformità di cottura. Quando la carne è ben rosolata, si sposta tutta sui bordi della padella e si versano le taccole, facendole friggere senza bruciarle. Dopo averle cotte per bene, portare tutti gli ingredienti ai bordi e al centro versare il pomodoro tritato: Una volta che i pomodori hanno perso tutta l’acqua e sono abbastanza densi, è giunto il momento di mettere l’acqua. In generale, è meglio riempire la padella quasi fino all’orlo, e aggiustare eventualmente di sale. Una regola che pare sia importante rispettare è quella di aggiungere acqua eventuale solo in questa fase, mai una volta gettato il riso. Dopo aver versato l’acqua, versare lo zafferano e i fagioli, e portare ad ebollizione a fuoco elevato, facendolo bollire per 5 minuti. Portare poi la fiamma al minimo e lasciare cuocere dai 30 ai 45 minuti. Come detto, aggiustare di acque per riportare il livello a coprire tutti gli ingredienti, quasi fino a bordo padella. Successivamente è il turno del riso. Come vedete dalla foto, l’UB ha seguito i consigli degli esperti e ha versato il riso “a croce”, lasciando poi che si disperda piano piano  lungo la padella. E qui la parte più difficile, e l’UB ha constatato la sua mancanza di esperienza per rischiare di bruciare troppo il riso sul fondo, solo il caso ha voluto che se ne accorgesse in tempo…ma è tutto andato bene, solo leggermente scottato il fondo alla tipica maniera della paella! Il riso va cotto per 5 minuti circa a fuoco elevato, per altri 5 a fuoco medio, e per una decina a fuoco minimo, Aggiungere in questa fase il rosmarino, l’UB ha optato per del rosmarino tritato. Ed ecco finalmente il risultato…. Quanto al risultato….sono ancora in piedi!!!! Ricetta soddisfacente, nonostante tutto è uscita buonaaaaaaa. E ora i commenti finali….è stata la mia prima ricetta, quindi non insultatemi per errori o altre cose…si accettano critiche, suggerimenti, soldi in regalo….detto questo, ricetta lunga ma ottima, anche fatta in casa!!!! L’UB ripone la fedele fotocamera nel ripostiglio e padelle, posate, piatti e tutto il resto nel lavello….ci vorrebbe un altro supereroe che mi lavasse le stoviglie….ma questa è un’altra storia