G comeGenova

Panza affama’ no sente raxon

Genova, terra di antiche tradizioni e importanti eventi e personaggi storici…Cristoforo Colombo, la repubblica marinara, il genoa e la Sampdoria, etc… ma terra soprattutto di profumi e sapori unici.
E proprio a genova l’UB è particolarmente legato, pur avendola visitata solo un paio di volte, per un evento importante…se la persona interessata leggerà questo articolo, saprà che mi riferisco a lei…

Ma torniamo al punto cruciale di questo articolo. Era una sera di Febbraio, l’UB si trovava ancora in terra catalana a riflettere sui perché della vita, sulle questioni filosofiche sull’esistenza, a pensare al futuro dell’umanità….in poche parole, si tracannava l’ennesima birra davanti al pc prima di cazzeggiare per le strade di Barçelona con l’intrepida Aiuolik!!! E visto che aveva ancora un po’ di tempo prima di uscire (si, l’UB è un uomo puntuale al secondo), cominciò a organizzare il blog per le future ricette. Quando l’UB lesse la lista degli appuntamenti per l’abbecedario, arrivato alla g di genova non ebbe nessun dubbio…la prima ricetta da provare doveva essere il pesto…senza se e senza ma. E volete che il vostro sperimentatore folle non tenga fede alle sue intenzioni? Ecco quindi la prima ricetta ligure, il “Pesto ä Zeneize”, preparato dopo una mattinata passata a pestare sull’apposito mortaio. Ma prima un ringraziamento a Kristina per l’ospitalità nel suo blog della tappa ligure. Le dosi riportate sono sufficienti per condire circa 600g di pasta.

Dosi per il pesto alla genovese:

  • 50g di foglie di basilico fresco
  • ½ bicchiere di olio e.v.o.
  • 6 cucchiai di parmigiano
  • 2 cucchiai di pecorino
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • Sale grosso

Preparazione:

Innanzitutto munitevi di mortaio, pestello e soprattutto pazienza! Lavare le foglie di basilico in acqua fredda e metterle ad asciugare in un canovaccio. Due parole sul basilico: quando si metteranno nel mortaio bisogna fare attenzione a non tranciarle; infatti le sostanze essenziali del basilico sono contenute nelle vene delle foglie, perciò è meglio stracciare le foglie con movimenti rotatori del pestello, piuttosto che pestarle pesantemente.

Inizialmente nel mortaio si pesta l’aglio, per poi aggiungere qualche grano di sale grosso e le prime foglie di basilico. Iniziare il pestaggio nella maniera indicata precedentemente, aggiungendo via via le foglie. Una volta che le foglie sono state tutte pestate, e si sarà ottenuto un denso composto verde brillante, aggiungere i pinoli fino a tritarli e amalgamarli al composto.

Aggiungere via via il formaggio e successivamente l’olio, versandolo a goccia. La lavorazione deve avvenire a temperatura ambiente. Se decidete di usare un frullatore o un mixer, è meglio lavorare il composto “a scatti”, per evitare che le lame si surriscaldino troppo e sorgano problemi di ossidazione del basilico, rovinandone il sapore.

Ed ecco il risultato:

Esperimento riuscitissimo!!!!!

grande richiesta, torna il consiglio cinefilo…ovviamente parlando di Liguria, e di genova, non si poteva non scegliere una serie di film cult del cinema italiano…

…e come colonna sonora un brano di una cantante genovese che fece successo negli anni ’80…molto successo…o forse è la cantante ad aver avuto un certo successo…soprattutto un paio di cose della cantante hanno avuto successo…