Abbecedario culinario mondiale:  

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U di Ulan Bator – Mongolia

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Bansh

Finalmente si arriva in Mongolia per la tappa dell’abbecedario mondiale!! Se vi state chiedendo perché questa tappa è importante per l’UB, beh, avete indovinato…questo blog ospita la tappa mongola, quindi vediamo di fare i bravi e ospitali padroni di casa. Quindi, dopo aver steso il tappeto rosso per tutte le care amiche blogger e per tutti gli altri lettori che passeranno per questo sito i prossimi giorni, diamo qualche nozione sul paese protagonista  di questa tappa.

La Mongolia è una repubblica semipresidenziale dell’Asia orientale, confinante con Cina (a sud) e Russia (a nord). La capitale, nonché città più grande e popolosa del paese, è Ulan Bator, dove risiede circa il 38% della popolazione.

Il clima freddo della maggior parte della nazione, il cui territorio è costituito prevalentemente da steppa, montagne e il deserto del Gobi a sud, non permette di avere molte superfici coltivabili, ed è inoltre il motivo principale per cui la Mongolia è la nazione a più bassa densità di popolazione al mondo.

Dal punto di vista storico, il periodo più rilevante coincide con l’avvento di Temujin, noto anche come Gengis Kahn. La Mongolia, fino a quel momento governata per lo più da tribù nomadi, con la sua guida vide i suoi confini espandersi in poco tempo. Dopo aver unificato tutti i territori mongoli, Gengis Kahn riuscì a creare l’impero più vasto della storia. Dopo il tramonto dell’impero mongolo, il paese fu conquistato dalla Cina. Solo nel 1921 ottenne ufficialmente l’indipendenza.

L’economia della Mongolia si basa principalmente sullo sfruttamento di risorse naturali come il petrolio, il carbone minerale ed il rame.
La maggioranza della popolazione al di fuori delle aree urbane è dedito soprattutto all’allevamente. Il settore agricolo invece non è molto sviluppato, a causa delle avverse condizioni della superficie nella maggioranza delle terre mongole.

Ulan Bator, capitale e protagonista della tappa, è situata nella parte centro-settentrionale del paese. Il nome della città, attribuito dal 1924, significa “Eroe Rosso”. La città si trova a 1350 metri sul livello del mare, poco a est del centro della Mongolia, sul fiume Tuul Gol, in una valle ai piedi del monte Bogd Han uul.

Ulan Bator è la più fredda capitale nazionale del mondo, con un clima influenzato dai monsoni con brevi e tiepide estati (temperatura media di luglio: 18-20°) e freddi, secchi e lunghissimi inverni (temperatura minima media di gennaio: −25°).

I siti principali di interesse sono:

Monastero Choijin Lama, di stile tibetano, oggi convertito a museo.
A temple in Ulaanbaatar
Monastero Dashchoiling (stile mongolo)

Monastero Gandantegchinlen Khiid, o Monastero di Gandan, di stile mongolo-cinese

Palazzo d’inverno di Bogd Khan

Piazza :Sùhbaatar

 

Per quanto riguarda il cibo, e in particolare la ricetta proposta per il blog, l’UB si trovava (quasi) casualmente dalla compagna di tante battaglie Aioulik, e proprio a casa sua ha preparato il piatto del giorno!!!

Il piatto scelto è quello formato da dei tipici ravioli mongoli, cotti in acqua bollente, e ripieni di carne; stiamo parlando dei bansh:
Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta:

  • 250 g di farina
  • 150 ml di acqua

Per il ripieno:

  • 300 g di carne di manzo tritata
  • Una cipolla tritata
  • 2 spicchi d’aglio tritati
  • 50-60 ml d’acqua
  • Cumino
  • Sale
  • Pepe

Preparazione:

Impastare la farina e l’acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciar riposare per 15 minuti. Nel mentre, preparare il ripieno, mescolando tutti gli ingredienti per il ripieno, compattandoli.

Una volta che l’impasto ha riposato, lavorare la pasta col mattarello, per poi ricavare da esso dei dischi non troppo sottili, dal diametro di circa 7 cm. L’UB ha utilizzato la macchina per la pasta dell fida Aiuolik per stenderla (stendere la pasta, non la fida Aiuolik!). Da esso sono stati ricavati dei dischi non troppo sottili, per impedire (almeno, secondo le intenzioni) di far fuoriuscire il ripieno durante la cottura.

Prendere poi un disco, mettere un cucchiaino di ripieno al centro. Chiudere il raviolo a mezzaluna, piegando il disco e portando i bordi a combaciare, premendoli l’uno all’altro per far aderire la pasta. Con i polpastrelli fare poi  delle piccole pieghe da un’estremità all’altra. Alternativamente, chuderli creando dei fagottini, stando attenti a non tirare troppo la pasta per evitare che si apra in cottura.

Cuocere i ravioli in acqua portata ad ebollizione, versando con cautela ogni raviolo. Togliere dall’acqua dopo 8-10 minuti. Per condire, accompagnateli con vegetali o cospargerli con una semplice salsa di soia!

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Ora tocca a voi!!! Lasciate nei commenti il link alla vostra ricetta!