Tag Archive: Farina


Soparnik

Abbecedario culinario mondiale:  

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Z di Zagabria – Croazia

Soparnik

E un’altra avventura culinaria giunge al termine…ultima tappa dell’abbecedario mondiale, un altro lungo viaggio tra i piatti di tutto il mondo si conclude con questa ultima fermata… ma pronti a ripartire per le prossime iniziative!

L’ultima tappa ha come protagonista la Croazia, con una ricetta semplice ma gustosa…si tratta del soparnik! Ringraziamo Francesca per aver ospitato l’ultima tappa, e passiamo alla descrizione della ricetta.

 

Ingredienti:

Per la pasta:

  • 300 g di farina
  • 150 ml di  acqua tiepida
  • 1 cucchiaio di olio di oliva
  • Sale
  • Pepe

Per il ripieno:

  • 250 g di bietola (o spinaci)
  • Una cipolla media
  • 3 spicchi d’aglio
  • 3-4 cucchiai di prezzemolo fresco
  • Olio di oliva q.b.
  • Sale
  • Pepe

 

Preparazione:

Preparare l’impasto, aggiungendo alla farina l’olio, il sale, il pepe. Aggiungere l’acqua gradualmente, mentre si impasta il tutto. Lavorare l’impasto fino a che non diventa compatto ed elastico. coprire con un canovaccio e lasciare riposare per circa un’ora. Nel frattempo preparare il ripieno, tritando la bietola (o gli spinaci), la cipolla e amalgamare il tutto con il resto degli ingredienti.

Prendere l’impasto, stenderlo con un mattarello, in modo da ricavare due rettangoli di uguali dimensioni. Mettere il ripiano su uno dei rettangoli, lasciando liberi i bordi, per poi coprire e chiudere il tutto con il secondo rettangolo, pressando i bordi e bucherellando la superficie con i rebbi di una forchetta. Infornare per circa 20 minuti a 180°.

Una volta sfornato, tagliarlo delicatamente in modo da formare dei rombi. Servire e mangiare!

 

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Filetto alla Stroganoff

Abbecedario culinario mondiale:  

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V di Volgograd – Russia

 

Filetto alla Stroganoff

Continua il viaggio, e l’abbecedario mondiale si avvia alla sua conclusione. Questa tappa si ferma in Russia, e nelle sue distese di terra infinite. L’UB, ovviamente in extremis, riesce a partecipare anche a questa tappa, proponendo un piatto famosissimo in tutto il mondo, ovvero il filetto alla Stroganoff. Ringraziamo Tamara per aver ospitato la tappa, e passiamo alla descrizione del piatto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 kg di filetto di manzo
  • 500 g di funghi champignon
  • 500 g di cipolle
  • 50 g di passata di pomodoro
  • 50 g di burro
  • 80 g di panna acida
  • 45 ml di vodka
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • Olio di oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione:

Tritare le cipolle, tagliare a fette i funghi e a listarelle il filetto. Fare appassire le cipolle in un tegame antiaderente con metà del burro, aggiungendo un po’ d’acqua ogni tanto. Aggiungere i funghi e il prezzemolo, e cuocere per altri 10 minuti, salando e pepando.

Infarinare le listarelle e farle cuocere con il burro rimasto e un filo d’olio a fuoco vivace; sfumare con la vodka non appena la carne comincia a rosolarsi, aggiungere poi sale e pepe. Cuocere per qualche minuto, aggiungendo poi le cipolle cotte in precedenza, la passata di pomodoro e la panna acida. Cuocere per qualche minuto, in modo da amalgamare il tutto. Servire e gustare!

 

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Bansh

Abbecedario culinario mondiale:  

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U di Ulan Bator – Mongolia

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Bansh

Finalmente si arriva in Mongolia per la tappa dell’abbecedario mondiale!! Se vi state chiedendo perché questa tappa è importante per l’UB, beh, avete indovinato…questo blog ospita la tappa mongola, quindi vediamo di fare i bravi e ospitali padroni di casa. Quindi, dopo aver steso il tappeto rosso per tutte le care amiche blogger e per tutti gli altri lettori che passeranno per questo sito i prossimi giorni, diamo qualche nozione sul paese protagonista  di questa tappa.

La Mongolia è una repubblica semipresidenziale dell’Asia orientale, confinante con Cina (a sud) e Russia (a nord). La capitale, nonché città più grande e popolosa del paese, è Ulan Bator, dove risiede circa il 38% della popolazione.

Il clima freddo della maggior parte della nazione, il cui territorio è costituito prevalentemente da steppa, montagne e il deserto del Gobi a sud, non permette di avere molte superfici coltivabili, ed è inoltre il motivo principale per cui la Mongolia è la nazione a più bassa densità di popolazione al mondo.

Dal punto di vista storico, il periodo più rilevante coincide con l’avvento di Temujin, noto anche come Gengis Kahn. La Mongolia, fino a quel momento governata per lo più da tribù nomadi, con la sua guida vide i suoi confini espandersi in poco tempo. Dopo aver unificato tutti i territori mongoli, Gengis Kahn riuscì a creare l’impero più vasto della storia. Dopo il tramonto dell’impero mongolo, il paese fu conquistato dalla Cina. Solo nel 1921 ottenne ufficialmente l’indipendenza.

L’economia della Mongolia si basa principalmente sullo sfruttamento di risorse naturali come il petrolio, il carbone minerale ed il rame.
La maggioranza della popolazione al di fuori delle aree urbane è dedito soprattutto all’allevamente. Il settore agricolo invece non è molto sviluppato, a causa delle avverse condizioni della superficie nella maggioranza delle terre mongole.

Ulan Bator, capitale e protagonista della tappa, è situata nella parte centro-settentrionale del paese. Il nome della città, attribuito dal 1924, significa “Eroe Rosso”. La città si trova a 1350 metri sul livello del mare, poco a est del centro della Mongolia, sul fiume Tuul Gol, in una valle ai piedi del monte Bogd Han uul.

Ulan Bator è la più fredda capitale nazionale del mondo, con un clima influenzato dai monsoni con brevi e tiepide estati (temperatura media di luglio: 18-20°) e freddi, secchi e lunghissimi inverni (temperatura minima media di gennaio: −25°).

I siti principali di interesse sono:

Monastero Choijin Lama, di stile tibetano, oggi convertito a museo.
A temple in Ulaanbaatar
Monastero Dashchoiling (stile mongolo)

Monastero Gandantegchinlen Khiid, o Monastero di Gandan, di stile mongolo-cinese

Palazzo d’inverno di Bogd Khan

Piazza :Sùhbaatar

 

Per quanto riguarda il cibo, e in particolare la ricetta proposta per il blog, l’UB si trovava (quasi) casualmente dalla compagna di tante battaglie Aioulik, e proprio a casa sua ha preparato il piatto del giorno!!!

Il piatto scelto è quello formato da dei tipici ravioli mongoli, cotti in acqua bollente, e ripieni di carne; stiamo parlando dei bansh:
Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta:

  • 250 g di farina
  • 150 ml di acqua

Per il ripieno:

  • 300 g di carne di manzo tritata
  • Una cipolla tritata
  • 2 spicchi d’aglio tritati
  • 50-60 ml d’acqua
  • Cumino
  • Sale
  • Pepe

Preparazione:

Impastare la farina e l’acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciar riposare per 15 minuti. Nel mentre, preparare il ripieno, mescolando tutti gli ingredienti per il ripieno, compattandoli.

Una volta che l’impasto ha riposato, lavorare la pasta col mattarello, per poi ricavare da esso dei dischi non troppo sottili, dal diametro di circa 7 cm. L’UB ha utilizzato la macchina per la pasta dell fida Aiuolik per stenderla (stendere la pasta, non la fida Aiuolik!). Da esso sono stati ricavati dei dischi non troppo sottili, per impedire (almeno, secondo le intenzioni) di far fuoriuscire il ripieno durante la cottura.

Prendere poi un disco, mettere un cucchiaino di ripieno al centro. Chiudere il raviolo a mezzaluna, piegando il disco e portando i bordi a combaciare, premendoli l’uno all’altro per far aderire la pasta. Con i polpastrelli fare poi  delle piccole pieghe da un’estremità all’altra. Alternativamente, chuderli creando dei fagottini, stando attenti a non tirare troppo la pasta per evitare che si apra in cottura.

Cuocere i ravioli in acqua portata ad ebollizione, versando con cautela ogni raviolo. Togliere dall’acqua dopo 8-10 minuti. Per condire, accompagnateli con vegetali o cospargerli con una semplice salsa di soia!

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Ora tocca a voi!!! Lasciate nei commenti il link alla vostra ricetta!

Ghrayba Bahla

Abbecedario culinario mondiale:  

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R di Rabat – Marocco

Ghrayba Bahla

Altra tappa dell’abbecedario mondiale, e si arriva in Marocco, terra di spezie e sapori forti. Per l’occasione il prode UB ha studiato sul campo (si fa per dire) i segreti della cucina marocchina, effettuando un blitz al padiglione del Marocco all’Expo, insieme alla fidata Aiuolik!

E proprio là che l’UB ha recuperato un ricettario marocchino da cui è stata estratta e proposta la ricetta seguente. Proponiamo dei biscotti a base di mandorle, non prima di aver ringraziato Patrizia per l’ospitalità!

 

Ingredienti:

  • 1 kg di farina
  • 250 g di zucchero a velo
  • 250 g di mandorle tritate
  • 3 bustine di lievito
  • 3 bustine di zucchero vanigliato
  • 250 g di semi di sesamo
  • 500 g di burro

Preparazione:

 

Mescolare lo zucchero e il burro, aggiungendo successivamente la farina ed il resto degli ingredienti. Amalgamare tutto fino a ottenere un composto omogeneo. Formare delle piccole palline, appiattendole appena, appoggiarle in una teglia da forno e infornare a 160° per circa mezz’ora.

 

Ecco il risultato:



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Red Velvet Cake

Abbecedario culinario mondiale:  

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M di Minneapolis – U.S.A.


Red Velvet Cake

L’abbecedario mondiale giunge alla metà del viaggio mondiale, e si ferma negli Stati Uniti.Terra di…boh, un po’ tutto… e anche di cibo, ovviamente. Tra bistecche, cheeseburger, patate fritte, cheesecake etc, l’UB ha avuto parecchie difficoltà a scegliere la ricetta…finché la scelta è caduta su un dessert. Avremmo potuto fare una cheesecake, ma l’UB ama le sfide impossibili e la scelta è caduta su un’altra tipica torta, ovvero la red velvet! La torta è diventata protagonista dello spegnimento di candeline di una cara amica (temeraria e coraggiosa ad affidarsi al sottoscritto). Ovviamente il risultato visivo non è dei migliori…ma a questo ormai ci siete abituati!

Ringraziamo Simona per l’ospitalità, e passiamo alla preparazione del dessert. La ricetta è presa da qui.

 

Ingredienti:

Per le basi:

  • 440g di farina
  • 450g di zucchero
  • 170g di zucchero
  • 3 uova
  • 6g di estratto di vaniglia
  • 7,5g di aceto
  • 6 cucchiai di colorante rosso alimentare
  • 16g di cacao in polvere
  • 9g di sale
  • 7g di bicarbonato
  • 370g di latticello

Per la crema:

  • 50g di farina
  • 1/2 litro di latte
  • 450g di burro
  • 400g di zucchero semolato fine
  • 9g di estratto di vaniglia

Preparazione:

 

La preparazione comincia con le basi. La Red Velvet è formata da diversi strati, alternati con la crema. Quindi la prima parte consiste nel preparare gli strati, in questo caso tre dischi. I dischi possono essere realizzati singolarmente, dividendo l’impasto in tre teglie circolari di uguale diametro, o in un unica teglia, tagliando poi in tre dischi di uguale spessore una volta cotto il composto.

Per preparare l’impasto, sbattere il burro ammorbidito assieme a metà dello zucchero per almeno 10 minuti, fino ad ottenere un composto chiaro, gonfio e spumoso. Unire le uova, alternandole con l’altra metà dello zucchero; unire il cacao, il colorante e la vaniglia, sempre sbattendo.
Sciogliere il sale dentro al latticello. Il latticello, se non si trova, si può sostituire con un composto creato con yogurt bianco magro e latte, in parti uguali, aggiungendo qualche goccia di succo di limone, mescolando e lasciando riposare per qualche minuto (l’UB ha fatto in questo modo).
In una ciotola versare l’aceto di mele, e il bicarbonato da sciogliere all’interno.

Incorporare al composto il latticello, alternandolo alla farina e l’aceto con il bicarbonato. Ungere e infarinate la (o le) tortiere dal diametro di 24 cm; versare l’impasto della e infornare in forno statico già caldo a 180° per circa 25-30 minuti (verificate la cottura con uno stecchino).

Nel frattempo preparare la crema alla vaniglia sciogliendo, con l’aiuto di una frusta, la farina nel latte freddo dentro ad un pentolino; metterlo sul fuoco dolce e far sobbollire per 10 minuti mescolando continuamente. Versare la crema ottenuta dentro ad un contenitore basso e largo, coprirla a contatto con della pellicola e farla intiepidire fino a portarla a temperatura ambiente. Sbattere il burro assieme allo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, quindi aggiungere la vaniglia e continuare per un altro minuto. Unire la crema di latte e farina, mescolare, e la crema è pronta.

Quando i dischi saranno pronti, estrarli dalle teglie e lasciarli raffreddare completamente. Cercare di creare dei dischi livellati, eventualmente rimuovendo la calotta di ogni disco con un coltello. Poggiare il primo disco su un piatto da portata e spalmare sopra la crema; coprire con il secondo disco, a sua volta coperto con la crema. Coprire con il terzo disco e, a questo punto, rivestire tutta la torta con la crema alla vaniglia. La torta è pronta, eventualmente da decorare a piacere.

 

Ecco il risultato:

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Abbecedario culinario mondiale:  

J di Juan Carlos Base – Antartide


Antarctica Sledging Biscuits

Ennesima tappa dell’abbecedario mondiale, stavolta volando nelle fredde terre antartiche, tra pinguini, foche ed eschimesi.  E visto che recuperare un povero pinguino o del latte di balena non era cosa semplice, l’UB ha cercato di proporre una tipica ricetta antartica…una di quelle ricette diffuse nelle basi in mezzo a ghiacci e tempeste. Proponiamo dei biscotti salati, usati in genere per spalmarci sopra il pemmican. Ringraziamo la carissima amica Brii per l’ospitalità, e riportiamo la ricetta passo passo.

 

Ingredienti per 20/25 biscotti:

  • 300 g di farina integrale
  • Un cucchiaino di sale
  • Un cucchiaino di bicarbonato
  • 30 g di burro
  • 50 ml di acqua fredda

 

Preparazione:

Mescolare la farina e il bicarbonato insieme al sale. Aggiungere il burro ammorbidito, e amalgamare il tutto. Versare piano piano l’acqua fredda mentre si mescola il composto. Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo e non appiccicoso. Stendere l’impasto in modo da avere il composto dello spessore di 1-2 cm. Tagliare l’impasto in forme rettangolari, e fare dei fori poco profondi con i rebbi di una forchetta. Riscaldare il forno a 180° e infornare i biscotti. Farli cuocere per 15-20 minuti, e lasciar raffreddare.

 

Eccoli:

 

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Frijoles Refritos

Abbecedario culinario mondiale:  

G di Guadalajara – Messico


Frijoles Refritos

 

 

Arriba! Arriba! Ándale! Ándale! Non c’è modo migliore di iniziare la tappa messicana dell’abbecedario mondiale! Sotto il grido di battaglia di Speedy Gonzales (ripreso qua sopra in un momento di calma e tranquillità) atterriamo a Guadalajara e ci facciamo un bel giro culinario in Messico. Tra sole e siesta non possono mancare ovviamente i cibi dai sapori forti e intensi.  Ringraziamo Lucia per l’ospitalità, e veniamo al dunque…se si parla di cucina messicana una delle prime cose a cui si pensa sono i fagioli (e non soffermiamoci sulle conseguenze fisiologiche), e quindi l’UB non poteva non cominciare la tappa con una ricetta tipica, ovvero i frijoles refritos! Eccola:

 

Dosi per 4 persone:

  • 400g di fagioli (rossi o neri) precotti
  • 1/2 bicchiere di brodo (se possibile il brodo di cottura dei fagioli)
  • 1/2 cipolla
  • 3  cucchiai di lardo o di olio EVO
  • 2 spicchi d’aglio
  • Peperoncino
  • Sale
  • Epazote (in alternativa dragoncello, finocchietto o coriandolo)

 

 

Preparazione:

Tritare aglio e cipolla, versare in un tegame con l’olio (o il lardo), e fare rosolare il tutto per qualche minuto. Aggiungere il resto degli ingredienti; i fagioli dovranno essere schiacciati, in modo da creare una crema (più o meno densa a piacere). Far cuocere a fuoco medio per 15 minuti.  Alzare la fiamma, e cuocere per qualche minuto. Servire poi come contorno o come accompagnamento di nachos o tortilla.

 


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Bolinhos de Arroz

Abbecedario culinario mondiale:  

F di Fortaleza – Brasile

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Bolinhos de Arroz

 

Braaaaasiiiillll…lalala la la lala laaaaa… eh sì, la tappa dell’abbecedario mondiale stavolta si ferma nella splendida terra verdeoro, tra sole, mare, samba, calcio, splendide ragazze (eh sì, l’UB è pur sempre un uomo), e, ovviamente, cibo! Inutile stare a spiegare la cultura e le caratteristiche di un paese in cui tutti un giorno vorremmo andare, almeno la maggior parte di noi. Per il momento cerchiamo invece di portare un po’ di samba in cucina, preparando una ricetta tipica…e la ricetta scelta è un contorno tradizinale, ovvero delle polpette di riso (bolinhos de arroz). Con un po’ di “saudade” ci congediamo da questa tappa dopo aver descritto la ricetta, e ringraziato Rosa  per aver ospitato questa tappa. Ecco la ricetta:

 

Dosi per 4 persone:

  • 300g di riso
  • 80g di farina
  • 50ml di latte
  • Un cucchiaino di lievito chimico
  • Un uovo
  • Una cipolla piccola
  • Prezzemolo
  • Sale
  • Olio per friggere

 

Preparazione:

Far bollire il riso in, facendoli assorbire l’acqua. Scolarlo, e in un recipiente mescolare tutti gli ingredienti, amalgamarli e creare delle polpette. In una padella o in una friggitrice, far scaldare l’oilio, e versarci le polpette quando l’olio è bollente. Friggere per qualche minuto, lasciare riposare ogni polpetta su carta assorbente, e servire. Facilissimo!

 

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Abbecedario culinario mondiale:  

C di Canberra – Australia



Scone-topped Beef Casserole

Seconda ricetta australiana per il viaggio culinario mondiale, e ci apprestiamo a salutare l’isola con un po’ di tristezza (l’Australia è nella lista dei viaggi futuri desiderati dall’UB). Talmente tristi che il vostro supereroe qualche giorno fa ha affogato i dispiaceri in un pub australiano, in compagnia della bionda più famosa dell’intera isola:

E dopo le solite idiozie, passiamo a raccontare la ricetta scelta, ovvero la scone beef casserole, non prima di aver ringraziato Haalo, per l’ospitalità:

 

Ingredienti:

  • 900g di manzo
  • 2 cucchiai di farina
  • 2 cucchiai di olio
  • Una cipolla
  • Una carota
  • Una costa di sedano
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di pepe
  • 1 cucchiaino di timo
  • 1 cucchiaino di salsa Worcester
  • 600ml di brodo

Ingredienti per gli scone:

  • 300g di farina
  • 40g di burro
  • 50g di parmigiano grattuggiato
  • 150ml di latte
  • Prezzemolo
  • 1/2 cipolla
  • Sale

 

Preparazione:

Tagliare il manzo a cubetti, e far rosolare appena nell’olio caldo. Rimuoverli e metterli in una casseruola. Nella padella far soffriggere cipolla, carota e sedano tritati, aggiungendo poi la farina, mescolando per un paio di minuti. Aggiungere il tutto alla casseruola, col brodo e il resto degli ingredienti (sale, pepe, timo e salsa Worcester). Lasciar stufare per un paio d’ore a fuoco lento.

Nel frattempo preparare gli “scone”: mescolare farina, lievito, burro fuso e latte fino ad ottenere un impasto compatto. Stenderlo su una spianatoia in modo da avere una forma rettangolare spessa circa un centimetro. Spolverare la superficie con parmigiano, il prezzemolo, la cipolla tritata e il sale. Rotolare l’impasto, avendo una forma cilindrica; tagliare in fette larghe un centimetro, e metterle nella casseruola sopra lo stufato ottenuto, in modo da coprirlo completamente, spennellando la superficie con un po’ di burro fuso o latte. Mettere la casseruola in forno a 180° per 15-20 minuti.

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Damper

Abbecedario culinario mondiale:  

C di Canberra – Australia



Damper

Altra tappa dell’abbecedario mondiale in cucina, e si continua il viaggio saltando tra i diversi continenti. Stavolta ci si ferma in Australia, terra affascinante, dalle bellezze naturali, come l’Ayer’s Rock

a quelle moderne come l’Opera House di Sydney

fino alla fauna locale, dal koala

al canguro

E l’UB potrebbe stupirvi cucinando il dolce e tenero (specie dopo la cottura) marsupiale, ma ve lo risparmia, anche perché non è riuscito a trovarlo, se non al pub australiano del capoluogo sardo…ma in versione finale.

Scherzi a parte, la ricetta proposta è un tipico pane australiano, il damper. Come sempre, ringraziamo il blog ospitante, Cook (almost) anything, e passiamo al resoconto:

 

Dosi per un damper:

  • 450g di farina
  • 80g di burro
  • 200ml di acqua
  • 1 cucchiaino di sale
  • Una bustina di lievito chimico

 

Preparazione:

In una ciotola versare la farina, aggiungere il burro ammorbidito e il lievito, e impastare . Far poi sciogliere il sale nell’acqua e versarla piano piano nella farina, poco alla volta, e impastare lentamente. Lavorare l’impasto su una spianatoia per una decina di minuti, fino a formare una palla soda. Coprirla e lasciar riposare per dieci minuti.

Schiacciare la palla, in modo da avere una forma piana circolare, fare delle leggere incisioni sulla superficie, ad esempio una croce, e infornare per mezz’ora a 180°, spolverando la superficie con un po’ di farina.

Eccolo:

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