Tag Archive: Primo


Filetto alla Stroganoff

Abbecedario culinario mondiale:  

[abcLogo]

V di Volgograd – Russia

 

Filetto alla Stroganoff

Continua il viaggio, e l’abbecedario mondiale si avvia alla sua conclusione. Questa tappa si ferma in Russia, e nelle sue distese di terra infinite. L’UB, ovviamente in extremis, riesce a partecipare anche a questa tappa, proponendo un piatto famosissimo in tutto il mondo, ovvero il filetto alla Stroganoff. Ringraziamo Tamara per aver ospitato la tappa, e passiamo alla descrizione del piatto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 kg di filetto di manzo
  • 500 g di funghi champignon
  • 500 g di cipolle
  • 50 g di passata di pomodoro
  • 50 g di burro
  • 80 g di panna acida
  • 45 ml di vodka
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • Olio di oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione:

Tritare le cipolle, tagliare a fette i funghi e a listarelle il filetto. Fare appassire le cipolle in un tegame antiaderente con metà del burro, aggiungendo un po’ d’acqua ogni tanto. Aggiungere i funghi e il prezzemolo, e cuocere per altri 10 minuti, salando e pepando.

Infarinare le listarelle e farle cuocere con il burro rimasto e un filo d’olio a fuoco vivace; sfumare con la vodka non appena la carne comincia a rosolarsi, aggiungere poi sale e pepe. Cuocere per qualche minuto, aggiungendo poi le cipolle cotte in precedenza, la passata di pomodoro e la panna acida. Cuocere per qualche minuto, in modo da amalgamare il tutto. Servire e gustare!

 

wp-1452465689587.jpg

Annunci

Bansh

Abbecedario culinario mondiale:  

[abcLogo]

U di Ulan Bator – Mongolia

Risultati immagini per mongolian flag

Bansh

Finalmente si arriva in Mongolia per la tappa dell’abbecedario mondiale!! Se vi state chiedendo perché questa tappa è importante per l’UB, beh, avete indovinato…questo blog ospita la tappa mongola, quindi vediamo di fare i bravi e ospitali padroni di casa. Quindi, dopo aver steso il tappeto rosso per tutte le care amiche blogger e per tutti gli altri lettori che passeranno per questo sito i prossimi giorni, diamo qualche nozione sul paese protagonista  di questa tappa.

La Mongolia è una repubblica semipresidenziale dell’Asia orientale, confinante con Cina (a sud) e Russia (a nord). La capitale, nonché città più grande e popolosa del paese, è Ulan Bator, dove risiede circa il 38% della popolazione.

Il clima freddo della maggior parte della nazione, il cui territorio è costituito prevalentemente da steppa, montagne e il deserto del Gobi a sud, non permette di avere molte superfici coltivabili, ed è inoltre il motivo principale per cui la Mongolia è la nazione a più bassa densità di popolazione al mondo.

Dal punto di vista storico, il periodo più rilevante coincide con l’avvento di Temujin, noto anche come Gengis Kahn. La Mongolia, fino a quel momento governata per lo più da tribù nomadi, con la sua guida vide i suoi confini espandersi in poco tempo. Dopo aver unificato tutti i territori mongoli, Gengis Kahn riuscì a creare l’impero più vasto della storia. Dopo il tramonto dell’impero mongolo, il paese fu conquistato dalla Cina. Solo nel 1921 ottenne ufficialmente l’indipendenza.

L’economia della Mongolia si basa principalmente sullo sfruttamento di risorse naturali come il petrolio, il carbone minerale ed il rame.
La maggioranza della popolazione al di fuori delle aree urbane è dedito soprattutto all’allevamente. Il settore agricolo invece non è molto sviluppato, a causa delle avverse condizioni della superficie nella maggioranza delle terre mongole.

Ulan Bator, capitale e protagonista della tappa, è situata nella parte centro-settentrionale del paese. Il nome della città, attribuito dal 1924, significa “Eroe Rosso”. La città si trova a 1350 metri sul livello del mare, poco a est del centro della Mongolia, sul fiume Tuul Gol, in una valle ai piedi del monte Bogd Han uul.

Ulan Bator è la più fredda capitale nazionale del mondo, con un clima influenzato dai monsoni con brevi e tiepide estati (temperatura media di luglio: 18-20°) e freddi, secchi e lunghissimi inverni (temperatura minima media di gennaio: −25°).

I siti principali di interesse sono:

Monastero Choijin Lama, di stile tibetano, oggi convertito a museo.
A temple in Ulaanbaatar
Monastero Dashchoiling (stile mongolo)

Monastero Gandantegchinlen Khiid, o Monastero di Gandan, di stile mongolo-cinese

Palazzo d’inverno di Bogd Khan

Piazza :Sùhbaatar

 

Per quanto riguarda il cibo, e in particolare la ricetta proposta per il blog, l’UB si trovava (quasi) casualmente dalla compagna di tante battaglie Aioulik, e proprio a casa sua ha preparato il piatto del giorno!!!

Il piatto scelto è quello formato da dei tipici ravioli mongoli, cotti in acqua bollente, e ripieni di carne; stiamo parlando dei bansh:
Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta:

  • 250 g di farina
  • 150 ml di acqua

Per il ripieno:

  • 300 g di carne di manzo tritata
  • Una cipolla tritata
  • 2 spicchi d’aglio tritati
  • 50-60 ml d’acqua
  • Cumino
  • Sale
  • Pepe

Preparazione:

Impastare la farina e l’acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciar riposare per 15 minuti. Nel mentre, preparare il ripieno, mescolando tutti gli ingredienti per il ripieno, compattandoli.

Una volta che l’impasto ha riposato, lavorare la pasta col mattarello, per poi ricavare da esso dei dischi non troppo sottili, dal diametro di circa 7 cm. L’UB ha utilizzato la macchina per la pasta dell fida Aiuolik per stenderla (stendere la pasta, non la fida Aiuolik!). Da esso sono stati ricavati dei dischi non troppo sottili, per impedire (almeno, secondo le intenzioni) di far fuoriuscire il ripieno durante la cottura.

Prendere poi un disco, mettere un cucchiaino di ripieno al centro. Chiudere il raviolo a mezzaluna, piegando il disco e portando i bordi a combaciare, premendoli l’uno all’altro per far aderire la pasta. Con i polpastrelli fare poi  delle piccole pieghe da un’estremità all’altra. Alternativamente, chuderli creando dei fagottini, stando attenti a non tirare troppo la pasta per evitare che si apra in cottura.

Cuocere i ravioli in acqua portata ad ebollizione, versando con cautela ogni raviolo. Togliere dall’acqua dopo 8-10 minuti. Per condire, accompagnateli con vegetali o cospargerli con una semplice salsa di soia!

wp-1448840007074.jpg

wp-1448839982682.jpg

wp-1448839950350.jpg

Ora tocca a voi!!! Lasciate nei commenti il link alla vostra ricetta!

Abbecedario culinario mondiale:  

E di Edmonton – Canada



Yellow Split Peas Soup
(Zuppa di Piselli Gialli)

Quinta tappa dell’abbecedario mondiale in cucina, stavolta facendo tappa in terra canadese. Canada, paese dalle diverse influenze culinarie, in cui l’UB arriva giusto in tempo per non saltare questa tappa (strano, vero?). E dopo i bagordi delle feste si rientra a regime e si cerca di mangiare un po’ più sano. La ricetta che proponiamo per questa tappa ha come protagonisti i piselli gialli, quasi introvabili in zona, ma rivolgendosi al solito negozio di cibi etnici e biologici (prima o poi dovrò fare pubblicità) l’impresa di trovarli è stata compiuta facilmente. Il piatto è una zuppa di piselli gialli (trovati spezzati così come da ricetta, il termine “split” si riferisce a questo), in cui la ricetta originale prevede l’uso dello stinco di maiale (alla faccia della ricetta leggera). Molte ricette propongono versioni più leggere, e l’UB ha optato per l’utilizzo di semplici cubetti di prosciutto cotto.

Ringraziamo Elena per l’ospitalità, e descriviamo la ricetta:

Dosi per 4 persone:

  • 300g di piselli gialli spezzati
  • 2 carote
  • 2 coste di sedano
  • Una cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • 100g di prosciutto cotto a cubetti
  • 3/4 foglie di alloro
  • Timo
  • Sale
  • Pepe

 

Preparazione:

Tritare sedano, cipolla, carote e aglio e farli soffriggere pochi minuti in una pentola con l’olio. Aggiungere il resto degli ingredienti (le foglie di alloro intere, andranno tolte a fine cottura), mescolare a fuoco medio alcuni minuti e versare dell’acqua. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco lento per 2 o 3 ore. A fine cottura eventualmente usare il mixer per rendere la zuppa cremosa, e servire con dei crostini all’aglio o alle erbe.

Eccola (all’UB piace la zuppa densa e poco liquida…ovviamente se la preferite più liquida, aumentate la quantità di acqua):

 
wpid-20150118_132300.jpg

 

 

Bouneschlupp

Abbecedario della comunità Europea:  

H di Hong Am Rèisleck – Lussemburgo

Bouneschlupp

Ed eccoci giunti all’ennesima tappa dell’abbecedario europeo. Ci fermiamo nel piccolo ma pittoresco Lussemburgo, proponendo un piatto tradizionale che si è diffuso anche nelle vicine terre belghe, francesi e tedesche. Ringraziamo per prima cosa il blog ospitante Girlichef e la sua padrona heather…thank you so much!!!

Proponiamo la Bouneschlupp, una zuppa a base di fagiolini (il termine bounen in lussemburghese significa “fagiolo”) , di cui proponiamo il resoconto.

 

Dosi per 4 persone:

  • 500g di fagiolini
  • 4/5 patate medie
  • 200g di bacon o pancetta
  • 200g di carote
  • Una cipolla
  • Prezzemolo fresco
  • 2 foglie di alloro
  • 1l di brodo
  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • Sale
  • Pepe

 

Preparazione:

Tagliare le patate e le carote a dadini non spessi, la pancetta a listarelle o fette con spessore di circa 1 cm e i fagiolini a pezzetti di qualche cm. Tritare la cipolla e metterla insieme all’olio in una pentola, facendo soffriggere leggermente la cipolla. Aggiungere tutti gli ingredienti, a parte la pancetta, e coprire col brodo. Far cuocere a fuoco medio per una mezz’oretta. Aggiungere la pancetta e terminare la cottura dopo una ventina di minuti.

 

Ecco il risultato!

20130622_120743


Reportage #17

Risotto al Curry e Gamberetti


Oggi è il primo giorno d’estate…finalmente, qualcuno dirà…qualcun altro, come sempre si lamenterà del caldo, dopo che per 6 mesi si è lamentato del freddo…qualcuno invece semplicemente rimarrà indifferente…qualcun altro invece ne approfitta per riprendere ad aggiornare il suo blog (ogni riferimento a fatti, persone, o UB è puramente voluto).

E così, il vostro scansafatiche della cucina vi propone una ricetta semplice in cui i tipici sapori orientali si sposano con la tradizione “risottesca” italiana. Proponiamo un risotto al curry con gamberetti, di cui riportiamo la preparazione:

Dosi per 4 persone:

  • 350 g di riso
  • 200 g di gamberetti sgusciati
  • 2 cucchiai di curry in polvere
  • Prezzemolo tritato
  • 2 cucchiai di olio e.v.o.
  • 700-800 ml di brodo
  • Un bicchiere di vino bianco secco
  • Sale
  • Pepe

Preparazione:

In una pentola far tostare il riso con un filo d’olio per qualche minuto. Aggiungere il vino e lasciare sfumare. Aggiungere un po’ di brodo, cuocere a fuoco medio, versando poi i gamberetti e le spezie. Cuocere per 20-25 minuti aggiungendo via via il brodo. Mescolare costantemente sino a fine cottura.

 

Ecco il risultato:

20130422_203653

Spaghetti ai Ricci di Mare

Reportage #16

 

Spaghetti ai Ricci di Mare

Ogni riccio un capriccio.

Voglia di estate….voglia di mare…voglia di cibo soprattutto!!! Cosa c’è di meglio di un pranzo in un locale in riva al mare, con un sole stupendo e con una leggera brezza marina rilassante? L’atmosfera giusta per poter gustare una specialità tipica della terra natia dell’UB. Stiamo parlando degli spaghetti alla polpa di ricci di mare. Eh sì, da molti visti con disprezzo, i ricci di mare costituiscono una delle maggiori prelibatezze del Mediterraneo. Le uova del riccio costituiscono infatti l’ingrediente principale di uno dei piatti preferiti dall’UB

Il piatto è molto semplice e rapido, per la gioia dell’UB!

Dosi per 4 persone:

  • 400 g di spaghetti
  • 120 g di polpa di ricci di mare
  • Peperoncino
  • Prezzemolo tritato
  • 2 spicchi di aglio
  • 4 cucchiai di olio e.v.o.
  • Sale

Preparazione:

Bollire gli spaghetti in acqua salata. Quando la pasta sarà quasi cotta, far rosolare gli spicchi di aglio sbucciati e schiacciati e il peperoncino tritato in una padella con l’olio extravergine di oliva. Quando l’aglio inizierà a dorarsi, rimuoverlo e spegnere il fuoco. Versare quindi nella padella gli spaghetti, la polpa di ricci e cospargere con una abbondante spolverata di prezzemolo tritato.Mescolare qualche istante e servire immediatamente.

Ed eccoli:

20130330_131350[1]

E torna anche il suggerimento musicale per gustarsi questo piatto, un famoso brano di Lionel Ricci….pardon, Richie….

Zuppa di Cipolle

Abbecedario della comunità Europea:  

E di Escargot – Francia

Soupe à l’oignon
(Zuppa di Cipolle)

C’est bonnet blanc et blanc bonnet

Bonsoir! Sì, siamo giunti alla tappa francese per quanto riguarda l’abbecedario culinario europeoe qui la scelta per le proposte da parte dell’UB è stata veramente dura. Dure perché Parigi, Tolosa, Nizza sono state alcune tappe del suo passato (soprattutto culinario)…Tra baguette, croissant, crèpes etc, l’UB ha fatto il pieno sul campo!

Memore dei passati viaggi in terra transalpina in cui il vostro supereroe del gusto ha avuto modo di valutare e gustare le specialità classiche, la prima scelta cade su un piatto semplice, ma che l’UB apprezzò parecchio in un locale nei pressi dei Champs-Élysées. Si tratta della Zuppa di Cipolle (soupe à l’oignon)! Pur essendo uscita squisita (ma sì, prendiamoci qualche merito), il livello della zuppa pappata in terra francese è ancora superiore….ma la prossima volta si raggiungerà!

Ringraziando Elena per l’ospitalità, inseriamo ora la ricetta:

 

Dosi per 4 persone:

  • 4 cipolle
  • 50g di burro
  • 1l di brodo
  • Un cucchiaio di farina
  • Un bicchiere di vino bianco
  • 100g di formaggio grattugiato
  • Sale
  • Pepe
  • 4-6 fette di pane

 

Preparazione:

Sbucciare e affettare le cipolle, soffriggere nel burro e l’olio in una pentola. Cospargere il composto di farina, mescolare e poi aggiungere il vino bianco. Lasciare sfumare qualche minuto poi aggiungere il brodo. Coprire e far bollire dolcemente per 20-25 minuti.

In 4 scodelle o ciotole, posare le fette di pane tostato e cospargere un po’ di formaggio grattugiato. Versare la zuppa sopra. Cospargere di nuovo con formaggio e cuocere al forno sotto il grill fino a gratinatura della superficie.

 

ed ecco il risultato…bon appétit!

DSC01535 DSC01536

 

Alla prossima ricetta transalpina!

france

 

 

 

 

 

Risotto al Pesto alla Siciliana

Reportage #12
Risotto al Pesto alla Siciliana

newspaper (4)

 

Ora che l’abbecedario si è concluso, vi starete chiedendo se si ferma anche l’UB. E se non ve lo state chiedendo, allora buon per voi…ma sappiate che l’UB non si ferma. Si prende delle pause, forse, ma non si tira indietro dalle sue missioni culinarie!

Quindi bando alle ciance, e postiamo una ricetta preparata qualche settimana fa, ma che ancora aspettava di essere inserita in questo blog. La ricetta scelta è un risotto a base di…pesto alla siciliana, di cui già si è parlato in questo articolo.

Infatti il buon vecchio UB a volte si cimenta nuovamente in avventure passate, e stavolta è tornato al pesto siciliano. Ma poteva il nostro eroe non proporre qualcos’altro? Ovviamente no, ed ecco infatti la ricetta proposta!

 

Dosi per 4 persone:

  • 300g di riso
  • 100g di pesto alla siciliana
  • 200g di piselli
  • 1/2 cipolla
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1l di brodo vegetale
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • Olio d’oliva
  • Noce moscata

 

Preparazione:

In un tegame portare ad ebollizione l’acqua e bollire i piselli per alcuni minuti. In una padella antiaderente scaldare l’olio, quindi soffriggerci la cipolla finemente tritata. Quando sarà leggermente imbiondita unire il riso e tostarlo, mescolandolo qualche minuto. Sfumare con il vino bianco, quindi aggiungere il brodo caldo, poco per volta. Quando il riso sarà quasi cotto aggiungere il pesto alla siciliana e mescolare con cura, unire i piselli, il prezzemolo tritato, la noce moscata e amalgamare bene. Terminare la cottura e servire!

Ed ecco il riso in tutto il suo splendore!

DSC01418

Lasagne di Verza

Z come Zocca

Nissun piat gòsta e vèl come i caplètt al dè’d Nadèl

E siamo così giunti ormai al traguardo per quanto riguarda labbecedario culinario…ultima tappa, una delle ultime ricette dell’UB per questa avventura…e meno male, direte voi. Ma non temete…o meglio, tremate, perché tante altre avventure cominceranno e l’UB sarà ancora qua a stressarvi con i suoi deliri. A differenza dei Maya, questa profezia si avvererà!

Bene, convenevoli a parte, ora passiamo a introdurre come si deve la tappa odierna. Eh, già (come canta il personaggio più famoso della città in esame), dopo 21 tappe, sarebbe anche il caso di introdurre la città e la regione interessata. Ma siccome ormai conoscete l’UB, neanche questa tappa sarà introdotta in tal modo!

Ad ogni modo, sappiamo bene quanto l’Emilia Romagna sia terra dai mille sapori, terra di buongustai e dalle tradizioni culinarie paradisiache. E’ stato difficile scegliere la prima ricetta, tra tortellini e lasagne, tra piadine e tagliate….ma la curiosità dell’UB ha portato a preparare un piatto intrigante per lui…ovvero le lasagne di verza!

Prima di passare alla descrizione della ricetta, ringraziamo Roxy per l’ospitalità!

 

Dosi per 4 persone:

  • 1 cavolo verza
  • 200g di macinato di manzo
  • 200 g di macinato di maiale
  • 1 salsiccia
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco
  • 500g di passata di pomodoro
  • 3 cucchiai d’olio d’oliva
  • 20 g di burro
  • Parmigiano reggiano grattugiato q.b.
  • 300ml di besciamella

 

 

Preparazione:

Sfogliare la verza, lavare le foglie e sbollentarle per alcuni minuti in acqua bollente salata. Scolarle e lasciarle asciugare. In una casseruola fare soffriggere nell’olio le verdure tritate, aggiungere le carni macinate e la salsiccia ben sgranata e privata del budello. Quando le carni sono rosolate, salare, aggiungere il vino e fare sfumare. Unire la salsa di pomodoro e far cuocere a fuoco lento per circa un’ora. Mescolare la besciamella con il ragù.

Imburrare una pirofila, fare un primo strato di salsa, poi uno strato di foglie di verza, ancora salsa e parmigiano; continuare con gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti.

 

Ed eccolo!

 

 

E prima di concludere, riprendiamo le vecchie abitudini, suggerendo il sottofondo musicale. Ovviamente non potevamo non scegliere una canzone del personaggio più famoso nato a Zocca, ovvero Vasco. Se Vasco avesse scritto una canzone sul Trebbiano o sul Sangiovese avremmo suggerito il vino per accompagnare il piatto, invece dobbiamo ripiegare su una semplice Coca Cola…il video proposto è infatti Bollicine

 

Spaghetti all’Amatriciana

R come Roma

Pansa piena, nun pensa a pansa vota.

 

Ed eccoci rapidamente anche alla seconda ricetta per la tappa romana del giro d’Italia culinario. Dopo la carbonara, non potevamo che completare il viaggio con la gemella, ovvero la pasta all’amatriciana. A dire il vero è stata una cosa un po’ improvvisata, con una decisione presa all’ultimo istante, per cui invece di optare per i classici bucatini, mancanti nella dispensa dell’UB, si è ripiegato sugli spaghetti. Ecco così giunti all’epopea del guanciale – parte II. Eh si, perché il guanciale abbondava ancora dalla precedente ricetta, per cui quale ricetta se non questa? Ancora un ringraziamento ad Eleonora e Fronza per l’ospitalità. Ecco tutto il resoconto.

 

Dosi per 4 persone:

  • 400g di bucatini (o spaghetti)
  • 250g di guanciale
  • 500g di pomodoro fresco tritato
  • 100g di pecorino romano
  • 1 peperoncino
  • Sale
  • 40g di strutto

 

Preparazione:

Tagliare il guanciale a strisce e metterlo a rosolare per un paio di con lo strutto e il peperoncino, finché il guanciale sarà dorato. Togliere la padella dal fuoco, versare il pomodoro fresco tritato e lasciare cuocere per 10 minuti; togliere il peperoncino e lasciare riposare.

Nel frattempo lessare i bucatini o gli spaghetti in acqua salata e scolarli al dente, quindi una volta pronti versarli nella padella con il sugo e saltarli aggiungendo il pecorino grattugiato. Servire caldi con il pecorino spolverizzato sopra.

Ed ecco qua il risultato: