Tag Archive: Salsa


Aji Criollo

Abbecedario culinario mondiale:  

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Q di Quito – Ecuador

Aji Criollo

L’abbecedario mondiale riprende il suo cammino, e dopo aver saltato (per la prima volta in carriera) la tappa precedente, torniamo a galla e risaliamo sul treno culinario, arrivando stavolta in Ecuador.

La prima proposta è una salsa piccante, utilizzata per diversi condimenti (e che l’UB utilizzerà per la successiva proposta ecuadoriana), a base di peperoncini e cipolle, l’aji criollo.

Ringraziamo Alessandra e il suo blog, ospitante per questa tappa!

 

Ingredienti:

  • 4 peperoncini verdi piccanti (es. jalapeño)
  • 3 spicchi d’aglio
  • Succo di mezzo limone (o di lime)
  • 1/2 cipolla
  • 2 cucchiai di olio
  • Coriandolo
  • Un pizzico di sale

Preparazione:

Tritare i peperoni (l’UB ha utilizzato dei jalapeño) dopo aver eliminato i semi, tritare la cipolla e versarli in una ciotola. Incorporare tutti gli altri ingredienti, mescolandoli per amalgamare. Lasciar riposare una decina di minuti.

Ecco il risultato:
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Guacamole

Abbecedario culinario mondiale:  

G di Guadalajara – Messico


Guacamole

 

Yaaaawn!!!! Scusate, facevo la siesta…perché per portare avanti l’abbecedario mondiale bisogna immedesimarsi a pieno e testare tutte le abitudini 🙂 E per la tappa messicana volentieri ci immedesimiamo in un… guadalajarese? guadalajarino? Insomma, in un messicano, e ci immaginiamo sotto un sombrero sdraiati contro un muro sotto il sole pomeridiano a sonnecchiare. E nel mentre pensiamo alla ricetta da proporre. E  colti da ispirazione decidiamo di proporre una famosa salsa messicana, ovvero la salsa guacamole… non prima di aver ringraziato Lucia per l’ospitalità.

Ingredienti:

  • 2 avocadi
  • 1/2 pomodoro
  • 1/2 cipolla
  • 1 peperoncino serrano o 1-2 jalapeño
  • Succo di un lime
  • Coriandolo
  • Sale

 

Preparazione:

Far bollire il peperoncino (o i peperoncini) per qualche minuto. Tritare la cipolla, il pomodoro e il peperoncino. Spremere il lime e versare tutto in una terrina o una ciotola. Aggiungere il coriandolo e il sale. Taglare a metà gli avocado, e spolparli. Schiacciare la polpa e aggiungerla agli altri ingredienti. Mescolare il tutto, coprire con una pellicola e lasciar riposare in frigo per almeno mezz’ora. La lavorazione dell’avocado è meglio che sia una delle ultime cose, in quanto la polpa tende a ossidarsi rapidamente.

 

Eccola!

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Kringel

Abbecedario della comunità Europea:  

O di Orzotto – Estonia

Kringel
Sõbra viga juures pigistatakse üks silm kinni

Ed eccoci giunti alla tappa estone dell’abbecedario europeo…di ritorno dalla fredda Finlandia, virtualmente voliamo in Estonia per questo appuntamento (ovviamente sempre last minute, non vi sorprenderà di certo). Per l’occasione prepariamo un dolce tradizionale…dolce che da sempre è il punto debole dell’UB, ma come vedete non si tira di certo indietro, anche se i risultati si vedono

Ringraziando il blog ospite e la padrona Lynne, presentiamo la ricetta del giorno: il kringel.

 

Dosi per l’impasto:

  • 300g di farina
  • 125ml di latte tiepido
  • 50g di zucchero
  • 40g di burro
  • 1 uovo
  • 5g di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di sale

Dosi per il ripieno

  • 80g di burro
  • 5/6 cucchiai di zucchero di canna
  • 2/3 cucchiai di cannella in polvere

 

Preparazione:

Sciogliere il lievito di birra con due o tre cucchiaini di zucchero nel latte tiepido. Aggiungere la farina setacciata e il sale, e mescolare. Aggiungere il restante zucchero e l’uovo sbattuto. Impastare e aggiungere il burro ammorbidito. Creare l’impasto, fino ad ottenere una palla che andrà lasciata per un paio d’ore coperta con un panno asciutto o una pellicola, in un luogo tiepido, in modo che il composto lieviti.

Prima di riprendere l’impasto, preparare il ripieno, lavorando il burro fuso, o comunque ammorbidito, con lo zucchero di canna e la cannella.

Prendere l’impasto lievitato, stenderlo e lavorarlo fino ad ottenere un rettangolo non troppo spesso (circa mezzo centimetro). Spalmare il ripieno, lasciando liberi i bordi del rettangolo, conservando un po’ del composto per spalmarlo sopra il dolce prima della cottura. Arrotolare la pasta lungo il lato più lungo, e tagliarlo a metà  per il lungo, lasciando unita un’estremità. Formare una treccia, e infine unire le due estremità per formare una corona. Spalmare sopre il ripieno rimanente.

Riscaldare il forno a circa 180°, e cuocere per 25-30 minuti. Una volta cotto, il dolce si può cospargere di zucchero a velo.

Ecco il risultato…come vedete la manualità dell’UB è pari a quella di un Uruk Hai del Signore degli Anelli, e più che una corona invitante sembra un ammasso di rifiuti tossici…ma il dolce è mangiabile! Alla prossima!

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Ohrovtova Mineštra

Abbecedario della comunità Europea:  

N di Njoki – Slovenia

Ohrovtova Mineštra

Kdor visoko leti,nizko nizko prleti

Potevamo mancare anche a questa tappa dell’abbecedario culinario europeo? Sì, lo so, speravate di non leggere più gli intrugli dell’UB, e avete tutta la mia comprensione! Stavolta il vostro supereroe degli aromi si è superato nelle proprie imprese, preparando il piatto, in trasferta, nientemeno che per la famosa trattoria ideatrice di questo contest! L’intrepida Aiuolik pare abbia gradito, ma sarà stato solo per cortesia? Chissà…

Il piatto in questione è una zuppa di cavoli, molto saporita…ed ecco il resoconto, dopo aver ringraziato Cristina per l’ospitalità.

 

Dosi per 4 persone:

  • 500 gr. di verza o di cavolo cappuccio
  • 500g di patate
  • 100g di fagioli rossi
  • 50g d’olio d’oliva
  • Due spicchi d’aglio tritati
  • Un cucchiaino sale
  • Due cucchiai di farina

 

Preparazione:

se utilizzate fagioli secchi, questi dovranno essere tenuti in ammollo dalla sera prima. Tagliare il cavolo a listarelle, e far bollire in acqua leggermente salata per circa un quarto d’ora. In un’altra pentola, lessare le patate tagliate a dadini non troppo spessi, aggiungendo i fagioli a circa metà cottura. Una volta che il cavolo sarà intenerito, scolarlo e frullarlo con un mixer, in modo da ottenere una sorta di purea. Aggiungere l’aglio, la farina e l’olio di oliva, far saltare qualche minuto, e aggiungere patate e fagioli insieme all’acqua di cottura rimasta. Cuocere per qualche minuto mescolando costantemente, e servire.

Ecco il risultato:

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Talatouri

Abbecedario della comunità Europea:  

M di Moussaka- Cipro

Talatouri

Vanha suola janottaa

Eccoci giunti anche in terra cipriota per la consueta tappa dell’abbecedario culinario europeo. E per l’occasione proponiamo qualcosa che, come moltissimi piatti ciprioti, facciamo fatica a definire quando essi sfociano nella tradizione greca. Ma il vostro UB è riuscito grazie a mamma Google a trovare qualcosa che (forse) si differenzia nelle due tradizioni culinarie. Stiamo parlando della variante cipriota della famosa salsa greca tzatziki…tale variazione si differenzia da quella greca per la presenza della menta, e a Cipro questa salsa prende il nome di talatouri!

Ringraziamo Haalo per l’ospitalità, ed ecco il resoconto completo.

Dosi:

  • 400 gr. di yogurt greco
  • Un cetriolo medio-grande
  • Un cucchiaio d’olio
  • Un cucchiaio d’aceto
  • Due spicchi d’aglio tritati
  • Un cucchiaino sale
  • Due cucchiai di menta tritata

 

Preparazione:

Grattugiare il cetriolo, lasciarlo qualche minuto a riposare, e strizzarlo per eliminare l’acqua. In una ciotola versare lo yogurt, il cetriolo grattugiato, l’olio, l’aceto, l’aglio tritato, la menta tritata, il sale e mescolare qualche minuto, in modo da ottenere una salsa omogenea. Lasciar raffreddare in frigo per una mezz’oretta. La salsa si accompagna a diversi tipi di pietanze, dalla carne ai crostini.

Ecco il risultato:



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Pesto alla Siciliana

S come Siracusa

A picura ppì diri bè persi lu muzzucuni

E quattro!!! si, stavolta l’UB supera sé stesso per l’appuntamento siciliano dell’abbecedario e propone tante buone ricette…buone in generale, il fatto che lo siano anche se uscite dalle mani dell’UB è un altro discorso…

Ma andiamo rapidamente a proporre l’ultima ricetta…dopo aver provato in un altro appuntamento il pesto alla genovese, non potevamo non proporre ora la controparte siciliana!! L’UB ha condito un bel piatto di fusilli col composto preparato…con ottimi risultati!

Ringraziamo ancora Fragoliva per l’ospitalità, e come sempre tutte le partecipanti per le ottime proposte.

 

Dosi per 4 pesone:

  • 400g di pomodori
  • 50g di pinoli
  • 150g di ricotta
  • 100g di parmigiano grattugiato
  • 150ml di olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • Sale
  • Pepe
  • 1 mazzetto di basilico

 

Preparazione:

In un frullatore mettere i pomodori lavati, puliti, privati dei semi e l’acqua in eccesso), basilico (anche lui lavato e asciugato), lo spicchio d’aglio, la ricotta, i pinoli, il parmigiano reggiano grattugiato e l’olio. Condire la pasta, aggiungendo un po’ d’acqua di cottura se lo si vuole rendere cremoso.

Ecco il risultato sui fusilli:

Pesto alla Genovese

G comeGenova

Panza affama’ no sente raxon

Genova, terra di antiche tradizioni e importanti eventi e personaggi storici…Cristoforo Colombo, la repubblica marinara, il genoa e la Sampdoria, etc… ma terra soprattutto di profumi e sapori unici.
E proprio a genova l’UB è particolarmente legato, pur avendola visitata solo un paio di volte, per un evento importante…se la persona interessata leggerà questo articolo, saprà che mi riferisco a lei…

Ma torniamo al punto cruciale di questo articolo. Era una sera di Febbraio, l’UB si trovava ancora in terra catalana a riflettere sui perché della vita, sulle questioni filosofiche sull’esistenza, a pensare al futuro dell’umanità….in poche parole, si tracannava l’ennesima birra davanti al pc prima di cazzeggiare per le strade di Barçelona con l’intrepida Aiuolik!!! E visto che aveva ancora un po’ di tempo prima di uscire (si, l’UB è un uomo puntuale al secondo), cominciò a organizzare il blog per le future ricette. Quando l’UB lesse la lista degli appuntamenti per l’abbecedario, arrivato alla g di genova non ebbe nessun dubbio…la prima ricetta da provare doveva essere il pesto…senza se e senza ma. E volete che il vostro sperimentatore folle non tenga fede alle sue intenzioni? Ecco quindi la prima ricetta ligure, il “Pesto ä Zeneize”, preparato dopo una mattinata passata a pestare sull’apposito mortaio. Ma prima un ringraziamento a Kristina per l’ospitalità nel suo blog della tappa ligure. Le dosi riportate sono sufficienti per condire circa 600g di pasta.

Dosi per il pesto alla genovese:

  • 50g di foglie di basilico fresco
  • ½ bicchiere di olio e.v.o.
  • 6 cucchiai di parmigiano
  • 2 cucchiai di pecorino
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • Sale grosso

Preparazione:

Innanzitutto munitevi di mortaio, pestello e soprattutto pazienza! Lavare le foglie di basilico in acqua fredda e metterle ad asciugare in un canovaccio. Due parole sul basilico: quando si metteranno nel mortaio bisogna fare attenzione a non tranciarle; infatti le sostanze essenziali del basilico sono contenute nelle vene delle foglie, perciò è meglio stracciare le foglie con movimenti rotatori del pestello, piuttosto che pestarle pesantemente.

Inizialmente nel mortaio si pesta l’aglio, per poi aggiungere qualche grano di sale grosso e le prime foglie di basilico. Iniziare il pestaggio nella maniera indicata precedentemente, aggiungendo via via le foglie. Una volta che le foglie sono state tutte pestate, e si sarà ottenuto un denso composto verde brillante, aggiungere i pinoli fino a tritarli e amalgamarli al composto.

Aggiungere via via il formaggio e successivamente l’olio, versandolo a goccia. La lavorazione deve avvenire a temperatura ambiente. Se decidete di usare un frullatore o un mixer, è meglio lavorare il composto “a scatti”, per evitare che le lame si surriscaldino troppo e sorgano problemi di ossidazione del basilico, rovinandone il sapore.

Ed ecco il risultato:

Esperimento riuscitissimo!!!!!

grande richiesta, torna il consiglio cinefilo…ovviamente parlando di Liguria, e di genova, non si poteva non scegliere una serie di film cult del cinema italiano…

…e come colonna sonora un brano di una cantante genovese che fece successo negli anni ’80…molto successo…o forse è la cantante ad aver avuto un certo successo…soprattutto un paio di cose della cantante hanno avuto successo…

 

D come

Domodossola

Bèive, mangé e litighé: tut a stà ancaminé

D di Domodossola”…no, non siamo alla Ruota della Fortuna, né stiamo facendo lo spelling alla solita operatrice telefonica che non capisce il nostro nome…siamo solamente alla quarta destinazione del viaggio culinario italiano. Domodossola, ovvero Piemonte, terra dei tartufi, del buon vino, della Nutella, e della Juventus.

E proprio in Piemonte si trova l’UB nel momento in cui scrive questo e i prossimi post, durante una breve vacanza…anche i supereroi hanno bisogno di svago, no? L’UB è così pronto a sperimentare sul campo le specialità culinarie locali. Ma andiamo con ordine, e passiamo alla prima ricetta scelta per l’occasione, ovvero la bagna càuda!!! La specialità è stata testata per la prima volta dall’UB durante la precedente visita piemontese, nel periodo natalizio, in un tipico ristorante locale…e non poteva ora lasciarsi sfuggire l’occasione di cimentarsi in un’altra Mission Impossible. Eh si, perché per la prima volta il sottoscritto si cimenta nella preparazione di salse che non siano i banali sughi al pomodoro. Per la serie “piccoli chef crescono”…

Passiamo ora alla preparazione, ricordando che la bagna càuda è una salsa in cui intingere verdure, cotte o crude.

 

Dosi per 4 persone:

  • 100 g di acciughe salate
  • 4 spicchi d’aglio
  • 250 g d’olio
  • 50 g di burro
  • 1 tazza di latte
  • panna

     

Preparazione:

Schiacciate gli spicchi d’aglio e teneteli a bagno due ore nel latte. In un tegame di coccio scaldate l’olio, aggiungete gli spicchi sgocciolati e, con un cucchiaio di legno, riduceteli a crema. Unite le acciughe dissalate e diliscate, due cucchiai di panna, una noce di burro e cuocete (senza far bollire) mescolando fino allo scioglimento delle acciughe. Ponete il recipiente sull’apposito fornello al centro della tavola dove ogni ospite intingerà le sue verdure.

Ed ecco il risultato, il sottoscritto ha provato la salsa con carote crude e cipolle arrostite:

Visto che si parla di Piemonte, come colonna sonora mentre si gusta il cibo suggeriamo un qualsiasi brano dei torinesi Subsonica (tra l’altro l’ultimo concerto a cui ha assistito l’UB).

La pellicola scelta invece non può che essere…Gran Torino (no, non la gloriosa squadra granata ….)