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Jilbour

Abbecedario culinario mondiale:  

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Y di Yerevan – Armenia

Jilbour

Siamo quasi giunti alla fine dell’abbecedario mondiale!! Penultima tappa, a malincuore anche questo viaggio culinario volge al termine. E anche stavolta l’UB riesce in extremis a proporre la sua ricetta. Ricetta semplice, veloce, dai sapori mediterranei (nonostante ci si trovi parecchio ad est). La proposta è il jilbour, ottimo in qualsiasi occasione…soprattutto in quelle in cui non si ha molto tempo e voglia per preparare qualcosa di complicato 🙂

Ecco la ricetta, dopo aver ringraziato Cristina per aver ospitato la tappa!
Ingredienti per 4 persone:

  • 400g di cipolle
  • 300g di  polpa di pomodoro
  • 4 uova
  • Menta (o basilico o prezzemolo)
  • Olio o burro q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

 

Preparazione:

In una padella scaldare il burro o l’olio, aggiungendo la cipolla tritata. Far imbrunire appena le cipolle, e aggiungere la polpa di pomodoro e le erbe scelte. Far cuocere a fuoco medio per una decina di minuti, e aggiungere le uova sulla superficie, concludendo la cottura. Decorare con prezzemolo fresco.

 


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Pollo Kung Pao

Abbecedario culinario mondiale:  

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X di Xian – Cina

Pollo Kung Pao

Altra tappa, dopo aver purtroppo saltato quella precedente, dell’abbecedario mondiale!! Tappa nel vasto paese cinese, ricco di sapori e prelibatezze…pure troppe forse, tanto che il nostro UB non sapeva proprio quale ricetta proporre!!!

La scelta è caduta su un tipico piatto della tradizione cinese, ovvero il pollo marinato e cotto in una salsa agrodolce a base di arachidi, il pollo in stile kung pao!

Ringraziamo Carla per aver ospitato la tappa, e passiamo alla preparazione:
Ingredienti:

Per il pollo:

  • 7-800 g di petto di pollo
  • 90 g di arachidi tostate
  • 250g di peperoni
  • 1 cucchiaio di zenzero in polvere (o una radice fresca grattuggiata)
  • 2 cucchiai di amido di mais
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 2 spicchi d’aglio
  • Sale q.b.
  • 3-4 cucchiai di olio di oliva

Per la salsa:

  • 1/2 bicchiere d’acqua
  • 1 cucchiaino di peperoncino in polvere
  • 1  cucchiaino di amido di mais
  • 4 cucchiai di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di aceto di riso
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna

Preparazione:

Tagliare il pollo in bocconcini piccoli, e metterli a marinare con lo zenzero, l’amido di mais, l’aglio sbucciato tagliato a pezzetti e lo zucchero di canna. Mescolare bene prima di lasciare riposare una mezz’oretta in frigo, coperti da una pellicola trasparente.

Nel mentre, strofinare le arachidi, se salate, con un panno o un tovagliolo per eliminare un po’ di sale, lavare e tagliare i peperoni dopo averli privati dei semi e del picciolo; tagliarli a listarelle sottilissime. Una volta marinato il pollo, in un wok o in un tegame far scaldare un filo d’olio, e versare i peperoni, facendoli saltare a fuoco vivace per due minuti. Aggiungere poi il pollo e far cuocere per 6-7 minuti. Spegnere, togliere il pollo e tenere al caldo. Nel frattempo preparare la salsa, mescolando tutti gli ingredienti in un bicchiere, per poi versarli nel fondo di cottura del pollo e portando il tutto a ebollizione. Appena comincia ad addensarsi, versare il pollo e le arachidi, cuocendo per due minuti. Servire e gustare!

 

 

 

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Abbecedario culinario mondiale:  

H di Hanoi – Vietnam


Anatra Speziata all’Arancia
(Vit Nau Cam)

 

Continua imperterrito il viaggio culinario, e (ovviamente sul filo di lana) per la tappa vietnamita dell’abbecedario mondiale proponiamo un gemellaggio con un altro sito, il cui owner è stato di grande aiuto con i suoi suggerimenti culinari per la scelta e la preparazione del piatto, nonché per aver prestato all’UB la fonte di ispirazione per questa ricetta (in un futuro prossimo l’UB testerà altri piatti provenienti da questo libro):



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La scelta è caduta, tra tante invitanti, sull’anatra speziata all’arancia (vat nau cam), di cui riportiamo ingredienti e procedimento. Grazie a Sabrina per l’ospitalità!

 

Ingredienti:

  • Un’anatra da circa 2Kg
  • 250ml di olio per friggere
  • 2 peperoncini rossi
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 750ml di succo d’arancia
  • Un’arancia
    Per la marinata:
  • 2,5cm di zenzero
  • 2 peperoncini rossi
  • 1 cucchiaio di salsa di pesce
  • Sale
  • Pepe bianco

 

Preparazione:

Per la marinata, pelate e tritate lo zenzero, sminuzzate i peperoncini privati dei semi e riunite tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolando con cura. Tagliate l’anatra a pezzi e ponetela nella marinata, bagnandola uniformemente. Lasciate riposare per almeno un’ora.

In un wok, portate l’olio al punto di ebollizione e friggetevi i pezzi d’anatra pochi per volta, circa 5 minuti per lato, fino a quando non diventano dorati e ben cotti. Prelevateli e tamponateli con carta da cucina. Tenete da parte la marinata.

Lasciate solo un cucchiaio d’olio nel wok, eliminando il resto, e scaldatelo a fuoco medio, versandovi poi la marinata e unendo poi gli altri 2 peperoncini affettati sottilmente e privati dei semi e lo zucchero. Fate cuocere finché lo zucchero comincerà a caramellare, quindi versate il succo d’arancia e i pezzi di anatra fritta. Abbassate il fuoco al minimo e lasciate cuocere l’anatra a pentola scoperta per circa 2 ore, mescolando di tanto in tanto, fino a quando il sugo si riduce e si addensa. Aggiungete l’arancia sbucciata e divisa in spicchi e togliete dal fuoco.

Sistemate l’arancia su un piatto da portata, cospargetela con la buccia d’arancia grattugiata e servite (eventualmente) con riso al vapore a parte.

 

Ecco il risultato!

 

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Flautas de Pollo

Abbecedario culinario mondiale:  

G di Guadalajara – Messico


Flautas de Pollo

 

 

Ed eccoci giunti alla fine di questa tappa dell’abbecedario mondiale… e salutiamo il Messico con un po’ di tristezza e nostalgia…ma il viaggio continua (i biglietti per il Vietnam sono già pronti). Nel congedarci, presentiamo una ricetta molto versatile, di cui proponiamo una delle tante versioni…si tratta infatti delle “flautas”, ovvero le tipiche tortillas fritte ripiene. L’UB propone le flauts di pollo. Ancora una volta un grazie a Lucia per l’ospitalità. Ecco la descrizione della ricetta!

 

Dosi per 10 tortillas:

  • 350/400g di petto di pollo
  • Uno spicchio d’aglio
  • Un cucchiaio di mais dolce
  • 1/2 cipolla
  • 1/2 peperone rosso
  • 1 peperoncino jalapeño
  • 150g di salsa di pomodoro
  • Paprika dolce
  • Cumino
  • Origano
  • Sale
  • Due cucchiai ‘olio
  • Olio per friggere
  • 10 tortillas

 

Preparazione:

In una padella capiente, versare due cucchiai d’olio, e far rosolare il pollo con l’aglio tritato, la paprika, il cumino, il sale e l’origano. Cuocere a fuoco medio per 10 minuti. Aggiungere la cipolla, i peperoncini tritati, il mais e cuocere per qualche minuto. Aggiungere la salsa di pomodoro e cuocere a fuoco lento per una ventina di minuti, fino a ridurre la salsa. Una volta spento il fuoco, prendere ogni tortilla, versare un po’ del composto appena cucinato, e arrotolare, in modo da creare degli “involtini”. In una padella, scaldare l’ilio da frittura, e versare ogni involtino, facendolo friggere per qualche secondo, stando attenti a non srotolare la tortilla. Mettere ogni flauta appena dorata in carta assorbente, lasciar riposare e impiattare.

 

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Ogni tortilla può essere accompagnata da diverse salse o insalate. Per preservare il tipico stile messicano, abbiamo scelto come accompagnamento il guacamole, ecco il risultato:

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Abbecedario culinario mondiale:  

C di Canberra – Australia



Scone-topped Beef Casserole

Seconda ricetta australiana per il viaggio culinario mondiale, e ci apprestiamo a salutare l’isola con un po’ di tristezza (l’Australia è nella lista dei viaggi futuri desiderati dall’UB). Talmente tristi che il vostro supereroe qualche giorno fa ha affogato i dispiaceri in un pub australiano, in compagnia della bionda più famosa dell’intera isola:

E dopo le solite idiozie, passiamo a raccontare la ricetta scelta, ovvero la scone beef casserole, non prima di aver ringraziato Haalo, per l’ospitalità:

 

Ingredienti:

  • 900g di manzo
  • 2 cucchiai di farina
  • 2 cucchiai di olio
  • Una cipolla
  • Una carota
  • Una costa di sedano
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di pepe
  • 1 cucchiaino di timo
  • 1 cucchiaino di salsa Worcester
  • 600ml di brodo

Ingredienti per gli scone:

  • 300g di farina
  • 40g di burro
  • 50g di parmigiano grattuggiato
  • 150ml di latte
  • Prezzemolo
  • 1/2 cipolla
  • Sale

 

Preparazione:

Tagliare il manzo a cubetti, e far rosolare appena nell’olio caldo. Rimuoverli e metterli in una casseruola. Nella padella far soffriggere cipolla, carota e sedano tritati, aggiungendo poi la farina, mescolando per un paio di minuti. Aggiungere il tutto alla casseruola, col brodo e il resto degli ingredienti (sale, pepe, timo e salsa Worcester). Lasciar stufare per un paio d’ore a fuoco lento.

Nel frattempo preparare gli “scone”: mescolare farina, lievito, burro fuso e latte fino ad ottenere un impasto compatto. Stenderlo su una spianatoia in modo da avere una forma rettangolare spessa circa un centimetro. Spolverare la superficie con parmigiano, il prezzemolo, la cipolla tritata e il sale. Rotolare l’impasto, avendo una forma cilindrica; tagliare in fette larghe un centimetro, e metterle nella casseruola sopra lo stufato ottenuto, in modo da coprirlo completamente, spennellando la superficie con un po’ di burro fuso o latte. Mettere la casseruola in forno a 180° per 15-20 minuti.

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Wiener Schnitzel

Abbecedario della comunità Europea:  

S di Sachertorte – Austria

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Wiener Schnitzel

Wer einem line Grube gräbt fällt selbst hlineim

 

Il bel Danubio blu…no, non siamo in un teatro per assistere a un concerto sinfonico, al massimo siamo in un ristorante viennese sulle rive del fiume…eh sì, perché per questa tappa dell’abbecedario europeo il vostro UB ha potuto tastare più di un anno fa sul campo le varie prelibatezze austriache. Testimone del viaggio a Vienna la seguente carrellata di foto fatte dal sottoscritto, per l’occasione tornato ai vecchi fasti fotografici artefici del nome di battaglia!!!

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La prima ricetta proposta, e protagonista indiscussa delle tavole in quei giorni, è la Wiener schnitzel, la famosissima cotoletta di vitello. Ringraziando Rosa Maria, passiamo al solito resoconto della ricetta proposta.

Dosi per 4 persone:

  • 4 fette di carne di vitello

  • 2 uova

  • Farina

  • Pangrattato

  • Olio (o strutto)

  • sale

Preparazione:

sbattere l’uovo, battere la carne e salare. Passare le fette di carne prima nella farina, poi nell’uovo, e infine nel pangrattato. In una padella, far scaldare abbondante olio (o strutto) e versarvi la carne. Cuocere fino a perfetta doratura, senza infilzare la carne. L’olio deve essere in quantità sufficiente affinché la carne sia sempre in movimento, in modo che l’impanatura prenda la tipica forma ondulata.

Ed eccola, ovviamente l’UB non poteva non scegliere una fetta dalla forma irregolare…buon appetito!!!!

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Abbecedario della comunità Europea:  

P di Paella – Spagna

Spagna – Bandiera

Empanada Gallega

Amor y saber, no puede ser

Hola a todos! Finalmente siamo giunti alla tappa spagnola dell’abbecedario europeo…e con un po’ di nostalgia e felicità accogliamo sta tappa. sì perché l’UB, oltre ad aver vissuto in Spagna per un breve periodo, inaugurò questo blog proprio in quel periodo, e proprio con una ricetta spagnola. E guarda caso proprio con il piatto principale di questa tappa…la paella, protagonista in tre diverse versioni in questo blog (valenciana, di mare, e in brodo con astice).

Inutile dire che l’UB ha un debole per la Spagna (e la Catalunya in particolare)…e inutile dire che durante il periodo di lavoro e nei numerosi viaggi successivi in Spagna il sottoscritto ha potuto gustare parecchie specialità locali…ma la spagna è terra di mille sapori e mille piatti diversi…e infatti le prime ricette che finiranno in questo blog per questa tappa erano pressoché sconosciute all’UB fino a qualche giorno fa.

Per la prima proposta voliamo direttamente in Galizia…da santiago de Compostela a La Coruña, il viaggio ci porta a scegliere una sfoglia ripiena, detta empanada Gallega. Ringraziando Francesca per l’ospitalità, ecco il piatto proposto:

Dosi per 6 persone:

Per l’impasto:

  • 400g di farina
  • 3 uova
  • 10g di lievito di birra
  • 1 cucchiaio di burro o margarina
  • 2 cucchiai d’olio
  • sale

 Per il ripieno (“rustido”):

  • 3 cipolle grandi
  • 100g di chorizo
  • Due peperoni rossi piccoli
  • Uno spicchio d’aglio
  • Una manciata di prezzemolo

Per completare il ripieno, circa 200g a scelta tra:

  • Petto di pollo
  • Prosciutto
  • Tonno sott’olio
  • sardine sott’olio
  • Calamari o polpo
  • Vongole

Preparazione:

In un bicchiere versare dell’acqua tiepida, un pizzico di sale e il lievito, mescolando per qualche minuto in modo che il lievito si sciolga. In un tavolo o in una planetaria versare la farina, creando un buco al centro e versandoci due uova sbattute. salare leggermente la farina, e aggiungere l’acqua in cui è sciolto il lievito. Mescolare e impastare per qualche minuto, aggiungendo poi il burro ammorbidito. Impastare una decina di minuti, fino ad ottenere una massa densa e uniforme. Creare una palla con l’impasto, e lasciare lievitare per un paio d’ore in un luogo caldo e asciutto, coprendolo con un panno o una pellicola.

Nel frattempo, preparare il ripieno: far soffriggere le cipolle a pezzi non troppo piccoli, insieme ai peperoni tagliati a tocchetti, per 10-15 minuti. A metà cottura aggiungere prezzemolo, aglio tritato e il chorizo (l’UB aveva esaurito le scorte di chorizo, ha optato per un salame dal gusto forte, e ha aggiunto un po’ di paprika in cottura). Tale composto prende il nome di “rustido” (dalla fonte “1080 recetas de cocina”). Il restante ripieno a scelta andrà tenuto (ed eventualmente cotto) da parte.

Una volta lievitato, dividere l’impasto in due parti, una più grande dell’altra, in modo da avere poi due sfoglie circolari, uno con diametro maggiore rispetto all’altro. Con un mattarello spianare i due impasti. Prendere una teglia circolare con 25-30 cm di diametro, ungerla d’olio, e mettere la sfoglia più grande lasciando i bordi alti. Questa sfoglia costituirà il fondo e le pareti della “empanada”. Versare metà del rustido. Versare l’altro ripieno, quello a scelta, coprendo lo strato del rustido. L’UB ha optato per del tonno sottolio, secondo la tradizione galiziana, ma la particolarità dell’empanada è avere lo strato centrale del ripieno composto da diverse varianti. Versare poi l’altra metà del rustido, e coprire il tutto con l’altra sfoglia di diametro più piccolo, chiudendo il composto, e lasciando un piccolo buco al centro per evitare che si gonfi in cottura. spennellare con un tuorlo d’uovo la superficie. Preriscaldare il forno a 160° e infornare. Ogni 15 minuti alzare la temperatura di circa 20°. Dopo 45 minuti togliere dal forno e servire. Il piatto è ottimo anche una volta raffreddato!

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Laxpudding

Abbecedario della comunità Europea:  

L di Laxpudding – Svezia 

Laxpudding 

 

Hej till alla! Ci siamo finalmentfinalmente… È giunto il grande momento per l’l’UB, ospitante della tappa svedese dell’abbecedario europeo! E da buoni padroni di casa intratteniamo gli ospiti prima dell’dell’evento clou, ovvero la ricetta in questione, descrivendo la nazione protagonista di questa tappa.

La Svezia, ufficialmente Regno di Svezia, fa parte della penisola scandinava, confina con Norvegia e Finlandia, ed è inoltre collegata alla Danimarca tramite il ponte di Öresund. La Svezia occupa una superficie di 446964 km2 e conta circa 9 milioni e mezzo di abitanti, con capitale Stoccolma. La densità di popolazione è comunque generalmente bassa, tranne che nelle città. L’interno è per buona parte occupato da foreste. Esistono grandi risorse naturali (legname, ferro, acqua) e gli svedesi godono di un elevato tenore di vit. È membro dell’dell’UE dal 1995, con forma di governo monarchia parlamentare (l’attuale re è Carlo XVI Gustavo di Svezia), e valuta corona svedese. Lo svedese è diventato lingua ufficiale della Svezia solamente dal 1º luglio 2009.

Il clima della Svezia varia dal temperato fresco al temperato freddo boreale. A causa del clima l’agricoltura non è molto sviluppata, ma nelle zone più fertili è possibile coltivare patate e cereali, mentre le zone meno miti sono il regno dell’economia forestale, la cui gestione è particolarmente oculata. Il sottosuolo è molto ricco di giacimenti di ferro, particolarmente nell’estremo nord, che come le terre bordeggianti il confine con la Norvegia è occupato da vegetazione subpolare, limitandone lo sfruttamento all’allevamento delle renne.

La cucina svedese risulta piuttosto suggestiva nella presentazione dei cibi ed anche legata alle tradizioni. Grande è la diffusione di minestre e carni, mentre limitato è l’uso di spezie e aromi. Enorme importanza ha anche il pesce: di sicuro, in Svezia è l’aringa (sill) a dominare la scena culinaria ittica. Infatti, essa è preparata in numerose ricette, diversissime da quelle italiane che ne prevedono l’uso. Altri pesci comunissimi sono il salmone, soprattutto fresco, e quelli di acqua dolce, come il luccio ed il persico. Le foreste forniscono un’abbondante selvaggina, in particolare alci e, al nord, renne, preparate in arrosti (renstek) con contorni di ortaggi. Nel nord del paese è molto amato il caviale di Kalix (Kalixlöjrom), talmente pregiato da essere tutelato dall’Unione Europea con il marchio DOP.

Invece, tradizione tipicamente svedese, soprattutto a mezzogiorno, è la “tavola del pane imburrato” (traduzione letteraria per smörgåsbord), che in realtà è più un buffet con la presenza di tutti gli alimenti e non del solo pane; in passato, la tradizione voleva che si facesse anche al mattino, mentre oggi la sua diffusione sta lentamente diminuendo. Per quanto riguarda i dolci e la pasticceria, la cucina svedese in realtà non ha molto da offrire, se non delle semplici crostate ai frutti di bosco oppure dolci a base di panna montata.

La colazione si sviluppa in modo totalmente diverso da quella italiana, essendo abbondante e basata prevalentemente su piatti salati, quali il salmone affumicato, il paté, gli insaccati, la carne e le immancabili aringhe; tuttavia, trovano a volte spazio anche il latte, lo yogurt, la marmellata e la frutta. Il pranzo, invece, non si discosta molto da quello italiano, in quanto è caratterizzato da un antipasto o una minestra, seguiti dalla portata principale (varmrätt, in genere a base di carne o pesce) e dal contorno; per terminare si usa prendere un dolce e/o un caffè.

Le bevande alcoliche sono poste sotto il monopolio dello Stato, e pertanto acquistabili (spesso a carissimo prezzo) solo nelle rivendite autorizzate da chi abbia compiuto i 20 anni. Tra i superalcolici, sono preferite l’acquavite e la vodka, talvolta aromatizzata alla frutta. Il vino non è di produzione locale, per cui i suoi prezzi sono ancora più alti che per gli altri alcolici, sebbene sia proprio per questo consentita l’ordinazione in calice. Tuttavia, il primato nazionale spetta alla birra, che è reperibile relativamente a buon mercato sia in bottiglia che alla spina.

E dopo i convenevoli passiamo alla ricetta proposta: il laxpudding!

Dosi per 4 persone:

  • 1 kg di patate
  • 300g di salmone affumicato 
  • 4 uova
  • Aneto
  • 1dl di panna
  • 1 dl di latte
  • Burro
  • Sale
  • Pepe

Preparazione :

Pelare le patate e bollirle per una ventina di minuti. Lasciarle raffreddare e tagliarle a fette spesse circa mezzo cm.  Imburrate una teglia creare un primo strato di patate. Poi uno strato di salmone, cosparso di aneto, pepe e sale. Creare alternativamente strati di patate e salmone con le spezie, fino a completare il tutto con uno strato di patate. In una ciotola versare latte, panna e uova, e mescolare fino ad ottenere una crema uniforme. Versarla nella teglia. Infornare il composto a 180° circa per 40-50 minuti.

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aspetto le vostre ricette…come al solito nei commenti! 

Lihapullat

Abbecedario della comunità Europea:  

K di Kalakukko – Finlandia

Lihapullat

Vanha suola janottaa

Hei kaikille! Eccoci giunti anche in Finlandia per la consueta tappa dell’abbecedario culinario europeo. E per l’occasione proponiamo qualcosa che sta diventando tradizionale in ogni abbecedario…ovvero la ricetta a quattro mani!Già, perché l’UB anche stavolta si trovava nei pressi della trattoria Muvara e della padrona di casa Aiuolik…e come non sfruttare l’occasione anche stavolta per cucinare insieme qualcosa?

La prima proposta è la seguente, ovvero le polpette finlandesi denominate Lihapullat! Ringraziamo Tam Tam per l’ospitalità, ed ecco il resoconto completo.

Dosi per 4 persone:

  • 400 gr. di carne macinata di manzo
  • 1,5 tazze latte
  • 1 tazza mollica di pane
  • 1 cipolla
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino sale
  • 2 cucchiaini sale aromatico
  • 1 cucchiaino miscela di pepe

Preparazione:

Mescolate il pangrattato nel latte e lasciarlo assorbire. Sbucciate e tritate la cipolla. Unite assieme la cipolla, le uova, le spezie, la carne e il pane ammollato. Inumidite le mani con dell’acqua e formate delle palline con l’impasto. Cuocete in forno già caldo a 200 °C per 20 minuti.

Ecco il risultato:


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Hyvää ruokahalua!


Beef Wellington

Abbecedario della comunità Europea:  

J di Jacket Potato – Inghilterra

Beef Wellington

Stavate forse pensando che l’UB saltasse questa tappa dell’abbecedario culinario? invece  eccoci qua, a documentare l’ennesima impresa del supereroe della sbobba…vista la situazione di emergenza in cui si trova il sottoscritto, senza pc e con un dispositivo portatile, passiamo alla proposta per la tappa inglese. Proponiamo il manzo alla wellington!

Dosi per 4 persone:

  • Circa 500g di filetto (grosso) di manzo
  • 150g di funghi misti
  • 100g di prosciutto crudo
  • Un rotolo di pasta sfoglia
  • Un tuorlo d’uovo
  • Olio
  • Senape
  • Sale
  • Pepe
  • Timo

Preparazione:

Scaldare l’olio in una pentola, e far rosolare il filetto per qualche minuto. Togliere e far raffreddare.  Stendere una pellicola trasparente, e posizionarvi le fette di prosciutto, con un’area capace di avvolgere seguito il filetto. Versare e spalmare sul prosciutto i funghi tritati finemente e il timo. L’UB ha utilizzato una crema di funghi. Salare,  pepare e spalmare la senape sul filetto.  Versarlo sul composto di funghi e avvolgere il filetto con tutto il composto, il tutto racchiuso dalla pellicola trasparente. Mettere in frigo per mezz’ora. Intanto stendere la pasta a sfoglia, e appena tolto il manzo dal frigo, e averlo privato della pellicola, porlo al centro della pasta a sfoglia. Avvolgendo con essa, in modo da creare un fagottino.  Porlo in una teglia, spalmare la superficie superiore col tuorlo d’uovo,  e fare qualche incisione superficiale.  Mettere in forno a 160°.

Ecco il risultato

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