Archive for novembre, 2012


Z come Zocca

Fin c’à ghè vita a campare agh’sarà sempre da imparare

Ed eccoci finalmente giunti alla fine del viaggio…un po’ di malinconia segna questa ultima ricetta dell’abbecedario italiano, ma una punta d’orgoglio riempie l’UB, per essere giunto alla fine e aver partecipato ad ogni tappa, nonostante ormai si sa, l’UB è scansafatiche per definizione. E diciamolo, per una volta, l’orgoglio riguarda anche il successo di molte ricette preparate.

Prima di andare avanti ringraziamo l’artefice di questa avventura…ovvero l’intrepida Aiuolik, senza la quale non saremmo arrivati a questo punto (e non mi riferisco solo al blog), la quale ha ideato questa e ante altre avventure.

Concludiamo questo viaggio con una ricetta semplice e abbastanza rapida, lo sformato di spinaci della nonna Pia Genasi. Il perché di tale nome ci è ignoto, ma ignoto non sarà più il gusto prelibato di questo piatto! Ringraziamo Roxy per l’ospitalità, e passiamo alla descrizione della ricetta.

 

Dosi per 4 persone:

  • 700g di spinaci
  • 4 uova
  • 70g di burro
  • 300ml di besciamella
  • 150g di parmigiano grattugiato
  • Sale
  • Noce moscata

 

Preparazione:

Scottare gli spinaci, appena tiepidi, strizzarli con le mani e tagliarli in orizzontale ed in verticale, per evitare che i gambi restino interi e sfilaccino. In una terrina mescolare e amalgamare bene gli spinaci, le uova, il formaggio la besciamella e salare, aggiungendo un pizzico di noce moscata. Infine, disporre il tutto in uno stampo imburrato. Scaldare il forno a 180°, coprire con un foglio di alluminio o carta da forno e cuocere per circa tre quarti d’ora a bagnomaria.

Ed ecco il risultato….da leccarsi i baffi!!!

Il sottoscritto sveste i panni dell’UB (che schifo!) e ringrazia ancora una volta tutte le partecipanti, è stata una bella avventura, conclusa alla grande…ma una nuova inizierà tra qualche settimana…stay tuned!!!

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Lasagne di Verza

Z come Zocca

Nissun piat gòsta e vèl come i caplètt al dè’d Nadèl

E siamo così giunti ormai al traguardo per quanto riguarda labbecedario culinario…ultima tappa, una delle ultime ricette dell’UB per questa avventura…e meno male, direte voi. Ma non temete…o meglio, tremate, perché tante altre avventure cominceranno e l’UB sarà ancora qua a stressarvi con i suoi deliri. A differenza dei Maya, questa profezia si avvererà!

Bene, convenevoli a parte, ora passiamo a introdurre come si deve la tappa odierna. Eh, già (come canta il personaggio più famoso della città in esame), dopo 21 tappe, sarebbe anche il caso di introdurre la città e la regione interessata. Ma siccome ormai conoscete l’UB, neanche questa tappa sarà introdotta in tal modo!

Ad ogni modo, sappiamo bene quanto l’Emilia Romagna sia terra dai mille sapori, terra di buongustai e dalle tradizioni culinarie paradisiache. E’ stato difficile scegliere la prima ricetta, tra tortellini e lasagne, tra piadine e tagliate….ma la curiosità dell’UB ha portato a preparare un piatto intrigante per lui…ovvero le lasagne di verza!

Prima di passare alla descrizione della ricetta, ringraziamo Roxy per l’ospitalità!

 

Dosi per 4 persone:

  • 1 cavolo verza
  • 200g di macinato di manzo
  • 200 g di macinato di maiale
  • 1 salsiccia
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco
  • 500g di passata di pomodoro
  • 3 cucchiai d’olio d’oliva
  • 20 g di burro
  • Parmigiano reggiano grattugiato q.b.
  • 300ml di besciamella

 

 

Preparazione:

Sfogliare la verza, lavare le foglie e sbollentarle per alcuni minuti in acqua bollente salata. Scolarle e lasciarle asciugare. In una casseruola fare soffriggere nell’olio le verdure tritate, aggiungere le carni macinate e la salsiccia ben sgranata e privata del budello. Quando le carni sono rosolate, salare, aggiungere il vino e fare sfumare. Unire la salsa di pomodoro e far cuocere a fuoco lento per circa un’ora. Mescolare la besciamella con il ragù.

Imburrare una pirofila, fare un primo strato di salsa, poi uno strato di foglie di verza, ancora salsa e parmigiano; continuare con gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti.

 

Ed eccolo!

 

 

E prima di concludere, riprendiamo le vecchie abitudini, suggerendo il sottofondo musicale. Ovviamente non potevamo non scegliere una canzone del personaggio più famoso nato a Zocca, ovvero Vasco. Se Vasco avesse scritto una canzone sul Trebbiano o sul Sangiovese avremmo suggerito il vino per accompagnare il piatto, invece dobbiamo ripiegare su una semplice Coca Cola…il video proposto è infatti Bollicine

 

Tonno alla Calabrese

V come
Vibo Valentia

Na sula nuci ‘nta nu saccu no scrusci

Secondo ed ultimo appuntamento per la tappa calabrese dell’abbecedario culinario. Dopo mille peripezie per la scelta del piatto adatto alle papille gustative dell’UB, la scelta è caduta su un piatto a base di pesce…ovvero il tonno alla calabrese!

Ringraziamo ancora Luca e Sabrina per l’ospitalità, e passiamo al resoconto della ricetta…ci avviciniamo alla fine dell’abbecedario, e l’UB ha quasi tenuto fede ai propositi, partecipando ad ogni tappa…

 

Dosi per 4 persone:

  • 4 fette di tonno alte circa 2 cm
  • 80g di polpa di pomodoro
  • Un bicchiere di aceto
  • 30g di capperi
  • 1dl di vino bianco secco
  • 1 cipolla
  • Trito di prezzemolo, timo e alloro
  • 1dl di acqua
  • 10g di farina bianca
  • Sale
  • Peperoncino
  • Olio E.v.O.

     

Preparazione:

Lavare e asciugare il tonno. Scaldare l’olio in una padella, porre le fette di tonno e farle velocemente dorare da entrambe le parti. Sgocciolarle, spruzzarle di sale e metterle da parte. Affettare la cipolla molto sottile e farla dorare nello stesso olio del tonno; unire mescolando la farina, poi bagnare con acqua e vino mescolati all’aceto, salare, unire il trito di erbe aromatiche e il peperoncino in polvere, la polpa di pomodoro passata al setaccio. Portare dolcemente a ebollizione, poi unire le fette di tonno e proseguire la cottura a fiamma molto bassa per venti minuti circa. Servire il tonno ben caldo e cosparso di capperi tritati.

V come Vibo Valentia

Cornu nculu d’atri è filu d’ariganu

 

Ed eccoci giunti al penultimo appuntamento dell’abbecedario….eh si, a grandi falcate, ma soprattutto a grandi forchettate, siamo ormai quasi al traguardo. E il nostro viaggio si ferma in Calabria, terra di sapori e di ottimo peperoncino!

Per l’occasione l’UB sperimenta una ricetta particolare…ovvero una frittata…senza uova. ‘Nchiampara in dialetto calabrese (almeno credo). Ricetta che fa uso della farina al posto delle uova, ma senza indugi passiamo ai dettagli, dopo aver ringraziato come sempre il blog ospitante e i suoi padroni di casa, ovvero Luca e Sabrina!

 

Dosi per 4 persone:

  • 500g di cipolle
  • 250g di farina
  • 200ml di acqua fredda
  • Sale
  • Pepe nero
  • Olio

     

Preparazione:

Pelare le cipolle e tagliare a fettine sottili. In una padella mettere un fondo di olio, aggiungere le cipolle e farle appassire delicatamente. Infine salare e pepare. In una ciotola sistemare la farina e aggiungere gradatamente l’acqua fredda. Unire la pastella alle cipolle e amalgamare girando spesso.

Girare fino al completamento della cottura.

Eccola!!!! Esperimento riuscito!!!