Archive for aprile, 2012


Cipollata Umbra

F come

Foligno

Quanno pozzo m’appallozzo, spesso pozzo.

Prima ricetta umbra per la sesta tappa del giro d’Italia, non quello ciclistico che parte tra pochi giorni, ma quello culinario che è partito e oramai è conosciuto dai più grandi palati italiani. Umbria, terra di tartufo nero…peccato che l’UB nonostante i suoi superpoteri non abbia potuto procurarsene un po’ (e d’altronde il portafogli non è super…anzi è costantemente supervuoto…), perciò ha optato per altre ricette, non meno gustose (specie se non preparate dall’UB….).

Il primo piatto proposto per l’occasione è stata la cipollata umbra, un piatto a base di cipolle (ma va??) che l’UB ha gradito non poco. Ecco il resoconto.

Dosi per 4 persone:

  • 1 kg di cipolle
  • 400g di pomodori pelati
  • 50g di lardo (o di pancetta)
  • 50g di parmigiano grattugiato
  • 2 uova
  • Olio extravergine di oliva
  • Basilico
  • Sale
  • Pepe
Preparazione:

Affettare le cipolle, possibilmente lasciandole in ammollo per diverse ore. Tritare il lardo e metterlo a rosolare in un tegame con alcuni cucchiai di olio, unire le cipolle e lasciare appassire a fuoco lento, tegame coperto, mescolando di tanto in tanto finché le cipolle sono quasi sfatte. Salare, pepare, unire il basilico e i pomodori pelati tritati grossolanamente, e versare un litro di brodo (o di acqua). Sbattere le uova in una ciotola insieme al parmigiano,  salando e pepando leggermente.  Unire le uova così preparate al contenuto del tegame dopo aver spento il fuoco, mescolare e lasciare rapprendere le uova.

Ed ecco il risultato…da leccarsi i baffi…

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Zuppa del Nonno

E come

Empoli

Tanto si ‘n tenti tu, tentan tant’altri!

Eh si, proprio in extremis arriva la terza ricetta toscana per l’abbecedarioe la seconda nello stesso giorno. L’UB oggi ha fatto gli straordinari!!!! Concludiamo la nostra visita in Toscana con una ricetta preparata quasi per caso…infatti l’UB dopo aver preparato la prima ricetta di questa tappa, si è ritrovato del pane toscano in avanzo…ed ecco ciò che ha concepito dopo una rapida ricerca tra le varie ricette…ovvero la zuppa del nonno. E anche questa ricetta è piaciuta all’UB, che conclude il trittico soddisfatto, per una volta, di ciò che le sue mani hanno concepito…

 

Dosi per 4 persone:

  • 500 gr di fagioli cannellini
  • 500 gr. di pane toscano raffermo
  • Una cipolla piccola
  • Olio extra vergine di oliva
  • Aceto balsamico
  • Parmigiano
  • Sale
  • Pepe

Preparazione:

Se i cannellini sono secchi, andranno lasciati in ammollo dal giorno precedente, altrimenti utilizzare quelli in barattolo. Prendere una padella, e soffriggere la cipolla tritata, a fuoco molto moderato. Aggiungere subito i fagioli, senza privarli completamente del loro liquido. Nel frattempo tagliare il pane raffermo in fettine molto sottili, e tostarli leggermente al forno. Riporre le fettine nel piatto, spolverare abbondantemente di parmigiano, versare il liquido con i fagioli, e aggiungere l’olio extra vergine di oliva, l’aceto balsamico ed una spolverata di pepe. Servire e divorare!

Concludiamo questa tappa salutando una persona speciale per l’UB, una persona che vive proprio in Toscana…non farò nomi, ma la persona in questione capirà…un abbraccio e un bacione, topola!

E come
Empoli

Ò c’à’tù ch’ogni poìn tu’tti riìni e cài? Bada lì c’arà tu, t’arà bài

No, non ci siamo mica dimenticati che oggi è l’ultimo giorno per postare le ricette toscane per l’abbecedario. Ma come i grandi vip ci facciamo attendere. O forse probabilmente già speravate di non leggere più i disperati tentativi dell’UB di apparire come un uomo capace di cucinare senza avvelenare qualcuno o distruggere cucina e accessori. Beh, almeno la prima ancora non è successa, ma soprassediamo sulla seconda…

Detto questo, continuiamo il nostro viaggio toscano con una ricetta assai gradita all’UB, amante del mare, o meglio della sua fauna, soprattutto in cucina…la ricetta del giorno, la seconda per questa tappa dell’abbecedario, è quella relativa alle seppie in inzimino. “Inzimino” deriva da zimino, un tipico condimento a base di verdure usato in Toscana per condire il pesce. Cosa sarebbe la vita senza mamma Google

Dosi per 4 persone:

  • 1 kg di seppie
  • 500 g di passato di pomodoro
  • 1 kg di bietole (oppure spinaci) fresche
  • Una cipolla piccola
  • 2-3 denti d’aglio
  • Due coste di sedano
  • Due carote
  • Prezzemolo
  • Peperoncino
  • Olio extra vergine di oliva

Preparazione:

Preparare un soffritto con il sedano, le carote, la cipolla, l’aglio e il prezzemolo tritati. Aggiungere poi le bietole, private del grosso delle coste, tritate grossolanamente. Coprire il tegame e cuocere per una quindicina di minuti, quindi unire le seppie tagliate, salate e pepate. Cuocere ancora una diecina di minuti, poi aggiungere il passato di pomodoro e regolare di sale eventualmente. Portare quindi a fine cottura. Le seppie in inzimino si servono tiepide.

Altra ricetta semplice e gustosa, come spesso accade in questo abbecedario…a volte le cose buone sono quelle semplici. Che filosofo eh?

Per l’occasione si consiglia come sottofondo musicale un qualsiasi brano di una famosa cantante toscana. L’UB sceglie questa canzone, simbolo di quello che molti di noi vorrebbero essere

Reportage #8

Grano con ricotta e spinaci

Ricetta della serie “non so che cucinare, apro il frigo e vedo cosa è rimasto” per l’UB, che in una piovosa giornata di Sabato, con poca voglia di uscire e altrettanta di stare a poltrire, si diletta con l’antica arte dell’improvvisazione culinaria. Così, dopo aver aperto il vaso di Pandora, noto come frigorifero, l’attenzione cade su una confezione di ricotta. Come se fosse colpito da una musa che magicamente appare e lo indirizza verso il successo, o forse ancora vittima dell’alcol della sera prima, l’UB si cimenta in una ricetta a base di ricotta e spinaci, abbinamento mai preparato dalle mani dell’UB, ma molto conosciuto dal suo stomaco!

N.B. Le dosi riportate qua sotto sono indicative, l’UB è andato ad occhio per la preparazione.

Dosi per 4 persone:

  • 400g di grano
  • 150g di ricotta
  • 250g di spinaci
  • 1 cipolla media
  • una tazza di vino bianco
  • ½ l di brodo vegetale
  • olio d’oliva
  • noce moscata
  • sale
  • pepe
  • parmigiano

Preparazione:

Lessare gli spinaci per qualche minuto, strizzarli e tritarli. In una pentola, versare un filo d’olio, la cipolla tritata e fare appassire. Aggiungere gli spinaci e farli saltare qualche istante, per poi aggiungere il grano e tostarlo brevemente. Versare il vino bianco e lasciare sfumare, e successivamente versare via via il brodo. Far cuocere il grano per 10-15 minuti, per poi unire la ricotta, pepe, sale, noce moscata una volta sfumato il brodo. Mescolare per qualche istante e ultimare la cottura. Aggiungere il parmigiano a piacere. Servire e leccarsi i baffi!!!!!

E come

Empoli

Il vino di casa non imbriaca.

E di empoli. Continua la Ruota della Fortuna…ah no, scusate, continua l’abbecedario italiano, e stavolta si ferma in terra toscana, terra di cultura, di comici e soprattutto per noi buon cibo. E stavolta l’UB ha avuto parecchie difficoltà a scegliere le ricette da preparare per l’occasione…tanta scelta, e tanti consigli dagli amici toscani…tra panzanella, acquacotta, ribollita e compagnia bella non sapeva proprio che provare. Ma anche l’UB ha una memoria, seppur pessima, e allora riaffiorano i ricordi del viaggio a Firenze di un paio d’anni fa, in cui ebbe tempo e modo di provare parecchie specialità locali (inutile dire che il ricordo indelebile è quello relativo a una bistecca alla fiorentina da fantascienza). e ovviamente la scelta non poteva che ricadere su pietanze non ancora provate.

Così, dopo un’attenta e scrupolosa ricerca, la prima fermata in terra toscana riguarda l’alta Maremma. Uova briache cipolle bianche, questa la ricetta scelta, semplice ma gustosa.

Dosi per 4 persone:

  • 4-6 uova fresche
  • 400 gr di pane toscano
  • ½ litro di vino rosso
  • 300 gr di cipolle bianche
  • olio extra vergine
  • sale
  • pepe
  • aceto balsamico
  • rosmarino

Preparazione:

Si mettono le uova in un bollitore, immergendole però, anziché nell’acqua, nel mezzo litro di vino rosso, e si portano a cottura. Una volta che saranno diventate sode, si tolgono dal bollitore si fanno raffreddare. Si sbucciano le cipolle, si fanno a fettine si mettono in una padella con dell’olio, uno spicchio d’aglio e del rosmarino. Si fanno stufare lentamente, aggiungendo per bagnare per non farle ritirare troppo anche un po’ del vino che abbiamo utilizzato per la cottura delle uova, ed una leggera innaffiata di aceto balsamico.

Si taglia il pane a fette non troppo sottili, e si tosta nel forno. Una volta che le cipolle sono cotte, si sbucciano le uova, che nel frattempo si saranno raffreddate, e si affettano. Si dispongono le fette di pane leggermente tostato nel piatto, vi si pone un leggero strato di cipolle stufate, e sopra ancora le fettine di uovo sodo, ed una spolverata di pepe macinato fresco. A piacere, si può aggiungere un filo di olio extravergine di oliva a crudo.

Esperimento perfettamente riuscito!!!!

Visto che siamo in Toscana, e visti gli ingredienti della ricetta, il film consigliato non può chessere il seguente:

Infine una piccola anticipazione….altre due ricette toscane seguiranno entro la fine del weekend…l’UB ci ha dato veramente dentro questa settimana!!!!

L’uomo in Viaggio: Praga

Cosa può fare un supereroe come l’UB in vacanza? Ovvio, verificare sul campo le tradizioni culinarie locali! Si perché nonostante le vicissitudini e disavventure personali il vostro giustiziere della forchetta prova a distrarsi e dare un piccolo contributo e resoconto sulla cucina mondiale.

Il primo (breve purtroppo) resoconto riguarda l’ultimo viaggio appena concluso, nella ridente capitale ceca, ma altri resoconti riguardanti precedenti viaggi saranno probabilmente inseriti, dato che questo blog è appena nato.

Praga (in ceco Praha) è la capitale e la più grande città della Repubblica Ceca. Centro politico e culturale della Boemia e dello stato ceco per oltre 1100 anni, tra il XIV e il XV secolo fu anche capitale del Sacro Romano Impero. Praga è un centro culturale e turistico di fama mondiale. Il suo centro storico, visitato ogni anno da più di 6 milioni di viaggiatori, è stato incluso nel 1992 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Situata sul fiume Moldava (Vltava), conta approssimativamente 1,3 milioni di abitanti, 1,9 con l’area metropolitana. (grazie Wikipedia)

La cucina ceca si basa soprattutto sulla carne, e l’UB ha potuto verificare di persona il folto assortimento di carni di tutti i tipi. L’UB ha provato di persona una bistecca di cervo condita con salsa all’arancio e miele, ma venendo meno al suo dovere non ha effettuato manco una foto per motivi che non starà a spiegare ora…così come il gulash e l’assaggio di salumi praghesi provati la stessa sera. Comunque il vostro eroe si riscatta almeno in parte documentando la grande creatività dei “restaurace” tipici cechi non solo dal punto di vista dei sapori, ma anche dell’aspetto, come si può vedere nello spiedino della foto… carni miste e cipolle infilzate in una spada medievale!

La carne più diffusa comunque è il maiale. Tipico è il prosciutto cotto di Praga, molto diverso come concezione del prosciutto cotto nostrano. Nelle bancarelle in Staroměstské Náměstí (piazza della città vecchia) il prosciutto viene affumicato alla brace e venduto caldo con del pane di segale…da provare!

I piatti di carne vengono spesso accompagnati con dei grossi gnocchi di pane (Knedlik), di solito tagliati a fette, ripieni di salsiccia, pancetta o verdure…se avete lo stomaco a prova di bomba provateli pure…l’UB non è riuscito a mangiare tutte le fette presenti nel piatto. La foto seguente non è stata fatta dall’UB, ma riproduce fedelmente il gulash accompagnato da tali fette.

 

Le verdure sono più scarse nella cucina ceca, le più utilizzate sono patate e cipolle, come si vede ad esempio nello spiedino mostrato in precedenza. Scarsa la presenza del pesce, ovviamente. L’UB non l’ha mangiato, ma ha notato, come logico, la presenza di pesci d’acqua dolce come la trota.

Per quanto riguarda le bevande…beh la birra è d’obbligo. Si, perchè “la birra con il metodo Pilsner (lager) è nata qui, risultato del luppolo Rosso Boemo dei dintorni di Zatec, in Boemia settentrionale, e l’acqua leggera di Plzen”. Per gli amanti della birra, Praga è un paradiso…anche economico, visto che la birra ceca (Urquell ad esempio) costa meno dell’acqua…con grande e immensa felicità dell’UB.

E per finire, un resoconto sui dessert. I più diffusi nei locali sono le crepés, condite con marmellata, cioccolato o gelato. Ma per gustare un buon dolce tipico si può tranquillamente passeggiare per le vie del centro e imbattersi facilmente in una bancarella di Trdelnik (l’UB si è poi documentato e ha scoperto che in terra italica è conosciuto col nome di “manicotto di Boemia”). E’ un dolce di pasta soffice lievitata, lavorata a mano perchè diventi un lungo nastro da avvolgere attorno ad un rullo di legno (trdlo). Spennellato con albume d’uovo sbattuto e coperto di mandorle e/o noci tritate, viene immerso e rotolato in zucchero a velo vanigliato e cotto in un braciere sul quale ruota. Infine viene sfilato dal trdlo e venduto in pezzi che vanno mangiati mentre sono ancora caldi. Ed ecco il resoconto fotografico dell’UB.

Detto questo, buon appetito….anzi, Dobrou chuť!

Reportage #7

Stufato di Spinaci e Patate

(Espinacas y Patatas Guisadas)

 Mi sono stufato… 

Weekend finalmente…non che la settimana sia stata intensa (in fondo fino a pochi giorni fa l’UB era ancora in vacanza in terra piemontese), ma finalmente si trova il tempo di riassestare il botolo, ovvero il pc, trovando soprattutto il tempo di scrivere alcuni post in arretrato. Eh si, perché il vostro UB, anche se ultimamente sembra avere tempo solo per il progetto abbecedario, non se ne sta con le mani in mano e prova sempre nuove sfide… non sempre riuscite (il primo e unico dolce provato in vita sua non è certo riuscito a pieno…e difficilmente finirà in queste pagine!) ma l’impegno c’è sempre!

Ripeschiamo questo piatto preparato alcune settimane fa, tratto dalla bibbia culinaria spagnola “1080 recetas de cocina”, e perfettamente (strano a dirsi) riuscito!

 

Dosi per 6 persone:

  • 1,5 kg di spinaci freschi (o ½ kg se congelati)
  • 5 patate medie
  • 1 cipolla media (50 g)
  • 2 denti di aglio
  • 2 fette di pane fritto
  • Una bustina di zafferano
  • 4 cucchiai di olio
  • Acqua
  • Sale

Preparazione:

Rimuovere le radici dagli spinaci e lavarli in acqua corrente, se freschi. Farli cuocere per circa 5 minuti in acqua bollente. Tritare la cipolla, pelare e tagliare a tocchetti le patate.
In una casseruola mettere l’olio a riscaldare, e far soffriggere l’aglio; una volta raggiunta la doratura si levano i denti d’aglio e si mettono da parte. Si soffrigge la cipolla tritata senza farla dorare, per qualche minuto. Si aggiungono gli spinaci e le patate a tocchetti, ricoprendo il tutto con l’acqua.
In un mortaio pestare e schiacciare l’aglio e il pane fritto, versandoli poi nella casseruola insieme al zafferano, ed eventualmente salando a piacere. Chiudere la casseruola con un coperchio e cuocere a fuoco medio per circa 30 minuti, servire ancora caldo!

 

E per chiudere, una esilarantissima barzelletta: Qual è il colmo per un cuoco?Essersi stufato….

 

D come

Domodossola

Accusavi il vitello dai piedi tonnati…

Quando diversi mesi fa l’UB decise di organizzarsi le vacanza pasquali e passare alcuni giorni in terra piemontese ancora non poteva immaginare che il destino avesse in serbo una tale sorpresa…eh si, perché la vacanza coincide proprio con la tappa piemontese dell’abbecedario (D di Domodossola), e quindi potevamo non approfittarne secondo voi? Ovviamente anche in vacanza l’UB non può sfuggire al suo dovere, e così tra un uovo di cioccolato e una colomba pasquale il supereroe trova il tempo di sperimentare sul campo una tipica ricetta del luogo.

Dovendo passare alcuni giorni a casa della supersorella Bath-Girl (anche lei ci tiene a tenere la sua identità segreta), quest’ultima ha avuto l’onore di scegliere la ricetta e l’onere di mangiare, a suo rischio e pericolo, ciò che l’UB ha concepito. La ricetta scelta è stata il vitello tonnato.

Dosi per 4 persone:

• girello di vitello circa 500g
• tonno sott’olio gr 150
• acciughe sotto sale
• capperi
• 2 uova
• vino bianco secco
• olio d‘oliva
• aceto bianco
• alloro
• salvia
• una costa di sedano
• chiodi di garofano
• sale

Preparazione:

Mettere a marinare il vitello con il vino bianco. Unire 2 foglie di alloro, alcuni chiodi di garofano e qualche foglia di salvia e il sedano tagliato. Lasciare la carne nel vino bianco per almeno ventiquattro ore. Durante questo tempo rigirare 2 o 3 volte.
Sistemare la carne in una pentola, versarvi, filtrandolo con un colino il vino dell’infusione e dell’acqua fino a coprire bene il pezzo di carne, salare e far bollire per circa 1 ora.
Unire poi le acciughe pulite e proseguire la cottura per altri 30 minuti. Il brodo dovrà ridursi a mezzo litro circa.
Far bollire le uova finché saranno sode. Filtrare il brodo. Schiacciare attraverso un setaccio le acciughe, il tonno e i tuorli d‘uovo sodi, aggiungere i capperi tritati molto finemente, un cucchiaio di aceto bianco, succo di limone e mezzo bicchiere d‘olio d‘oliva. Mescolare accuratamente e diluire la salsa con poco brodo.
Quando sarà fredda affettare finemente la polpa di vitello, disporla su un piatto e ricoprirla con la salsa. Adornare con dei capperi interi a piacere.

Nota dell’UB: Bath-Girl non gradiva le acciughe, quindi non sono state (purtroppo) utilizzate, anche se il risultato è stato comunque ottimo.

La colonna sonora scelta, visto che si parla di vitello tonnato, è il capolavoro di Elio e le Storie tese, ovvero Il vitello dai piedi di balsa (dove la guest-star è il vitello dai piedi tonnati….)

Mentre il film consigliato è ambientato (e girato) in gran parte proprio a Torino…

D come

Domodossola

Bèive, mangé e litighé: tut a stà ancaminé

D di Domodossola”…no, non siamo alla Ruota della Fortuna, né stiamo facendo lo spelling alla solita operatrice telefonica che non capisce il nostro nome…siamo solamente alla quarta destinazione del viaggio culinario italiano. Domodossola, ovvero Piemonte, terra dei tartufi, del buon vino, della Nutella, e della Juventus.

E proprio in Piemonte si trova l’UB nel momento in cui scrive questo e i prossimi post, durante una breve vacanza…anche i supereroi hanno bisogno di svago, no? L’UB è così pronto a sperimentare sul campo le specialità culinarie locali. Ma andiamo con ordine, e passiamo alla prima ricetta scelta per l’occasione, ovvero la bagna càuda!!! La specialità è stata testata per la prima volta dall’UB durante la precedente visita piemontese, nel periodo natalizio, in un tipico ristorante locale…e non poteva ora lasciarsi sfuggire l’occasione di cimentarsi in un’altra Mission Impossible. Eh si, perché per la prima volta il sottoscritto si cimenta nella preparazione di salse che non siano i banali sughi al pomodoro. Per la serie “piccoli chef crescono”…

Passiamo ora alla preparazione, ricordando che la bagna càuda è una salsa in cui intingere verdure, cotte o crude.

 

Dosi per 4 persone:

  • 100 g di acciughe salate
  • 4 spicchi d’aglio
  • 250 g d’olio
  • 50 g di burro
  • 1 tazza di latte
  • panna

     

Preparazione:

Schiacciate gli spicchi d’aglio e teneteli a bagno due ore nel latte. In un tegame di coccio scaldate l’olio, aggiungete gli spicchi sgocciolati e, con un cucchiaio di legno, riduceteli a crema. Unite le acciughe dissalate e diliscate, due cucchiai di panna, una noce di burro e cuocete (senza far bollire) mescolando fino allo scioglimento delle acciughe. Ponete il recipiente sull’apposito fornello al centro della tavola dove ogni ospite intingerà le sue verdure.

Ed ecco il risultato, il sottoscritto ha provato la salsa con carote crude e cipolle arrostite:

Visto che si parla di Piemonte, come colonna sonora mentre si gusta il cibo suggeriamo un qualsiasi brano dei torinesi Subsonica (tra l’altro l’ultimo concerto a cui ha assistito l’UB).

La pellicola scelta invece non può che essere…Gran Torino (no, non la gloriosa squadra granata ….)